L'altra Borgogna.

intervista al presidente dell'unione dei produttori di mercureyLa Borgogna è una regione prettamente vitivinicola contraddistinta da sottozone di importanza mondiale per la qualità dei vini ivi prodotti. Possiamo distinguere a nord-ovest la zona dello Chablis, dove si produce l'omonimo vino dal bianco vitigno Chardonnay; nella parte centro orientale si delinea la ben nota Côt d'Or, che a sua volta si divide, a nord in Côte de Nuits e a Sud Côte de Beaune.

Procedendo più a sud arriviamo alla Côte Chalonnaise, naturale proseguimento della Côte d'Or sia per quel che riguarda la formazione geologica, sia per i vitigni utilizzati: Chardonnay e Aligotè per i bianchi, Pinot Noir e Gamay per i rossi. La lunghezza di questa costa è di 25 km e la larghezza è di 7 km, confinanti a sud con un altra zona denominata Maconnais.

I 5 crus di questa area sono: Bouzeron, Rully, Mercurey, Givry ( da non confondere con Gevrey) e Monatgny. Oggi ci occuperemo di Mercurey, l'appellazione comunale più grande della Borgogna, grazie ai sui 600 ettari ripartiti in due villaggi, Mercurey e Saint-Martin-sous-Montaigu. Le vigne, in prevalenza pinot noir, si trovano ad un'altezza compresa tra i 230 e 320 m.s.l.m. L'appellazione può vantare 32 climà classificati premier Cru, ma è sprovvista di Grand Cru. Sarà forse questa la ragione del poco interessamento rispetto alla più blasonata Côte d'Or? Proviamo a capirne di più grazie all'ausilio del presidente dell'Unione dei produttori di Mercurey, in un'intervista nel prossimo post.

  • shares
  • Mail