Rubrica Food&Wine Blogs: intervista a Lo spilucchino



Continuiamo la carrellata delle esperienze cuciniere dei bloggers italiani, se vi piacciono i blog di ricette corredati da belle foto, non perdetevi Lo Spilucchino. Le sue foto invitanti ti fanno pensare che -quasi- tutto, in cucina, è possibile.

O quantomeno ti fanno venire voglia di precipitarti dal fruttivendolo ad acquistare il più fresco ortaggio di stagione.

Abbiamo intervistato Virginia, la sua autrice, che da due anni propone deliziose ricette di ogni tipo, con un occhio di riguardo a dolci, antipasti e piatti gluten-free.

1) Quando è iniziata la tua passione per la cucina?
La mia passione per la cucina –quella vera- è nata con l’esigenza e la voglia di portare a tavola ogni sera qualcosa di diverso a chi mi era più caro. Così, spinta dalla curiosità del nuovo, mi sono via via sempre più appassionata nella ricerca di nuovi ingredienti, cotture e accostamenti.

2) Che cosa pensi della cucina tradizionale italiana? E tu, compri local?
Penso che la cucina tradizionale sia un pozzo inesauribile di sorprese non ancora del tutto sondato e da cui attingere a piene mani per qualsiasi slancio creativo. Penso che non ci possa essere alta cucina senza essere ben saldati alle radici della propria terra. D’altro canto, noto anche che è sempre più difficile riuscire a trovare ristoranti o trattorie che la sappiano rappresentare con maestria e rigore. Per quanto riguarda i miei acquisti, sono solita acquistare solo prodotti di stagione e di origine italiana (quando posso, a km zero).

3) L'estetica di un piatto può essere definita una forma di linguaggio?
Che si mangi innanzitutto con gli occhi non è certo una novità. Ritengo in generale la cucina una esperienza olistica, a tutto tondo, dove però deve sempre prevalere l’attenzione sul gusto. Mi accade ormai troppo spesso di incontrare piatti più belli (o più “intelligenti”) che buoni.

4) Ti piace andare al supermercato? Che tipo di consumatore sei?
Per quanto riguarda il supermercato diciamo che cerco di fare di necessità virtù. Se posso, prediligo i mercati.

5) Come e quando ti è venuta l'idea di aprire un blog? E cosa hai imparato da questa esperienza?
L’idea del blog è nata un po’ come necessità organizzativa e un po’ come esigenza di confronto. Su questo secondo aspetto ho imparato presto a rimanere delusa. I blog sono un po’ come delle monadi leibniziane: i commenti sono spesso vuoti e ruffiani e aprire una sano argomento di confronto è davvero impresa ardua. E’ anche vero però che è proprio grazie al blog che ho incontrato persone che sento ormai più vicine di quelle in carne ed ossa e a cui spero presto di riuscire a dare un volto.

6) Se dovessi consigliare un menu in tre o quattro post, tuoi e di altri, che link ci daresti?
Questa è una domanda difficilissima. Col cibo sono molto umorale e la scelta di un menù dovrebbe dipendere da diversi fattori (quello climatico innanzitutto). In generale mi sento molto in sintonia con tutto quello che propone Edda di undejeunerdesoleil.blogspot.com.

7) Quali sono i tre Food&Wine blog migliori in Italia e perchè?
Questa è questione altrettanto difficile. In generale, i criteri che mi fanno amare un blog sono: originalità e coerenza delle ricette, cura fotografica e testi concisi e accattivanti (e soprattutto scritti in un italiano corretto!).

8) Qualche errore che ti è capitato?
In cucina? Tanti. La cosa che più mi irrita è quando lo avverto nell’aria ma decido di andare inesorabilmente avanti. E’ proprio una cosa che mi fa andare in bestia!

9) Cosa non mangeresti mai?
In genere cerco di non pormi limiti se non quelli della ragione.

10) Un ricordo gastronomico d'infanzia
Una delle mie più grandi soddisfazioni è stata quella di fare, assieme alla mia amica Chiara, dei mega bignè riempiti di budino di cioccolato bruciacchiato riesumato dal frigo di casa sua. Farcitura a parte, i bignè sono stati un gran successo e ricordo di esserne andata molto fiera. Da quel giorno non mi sono mai più cimentata con la pasta choux.

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