Rubrica Food&Wine Blogs : intervista a Qualcosa di Rosso

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Questa settimana per la rubrica dedicata ai foodbloggers vi presentiamo Qualcosa di Rosso. E' un sito molto interessante, innanzitutto per la qualità delle foto, direi dall'impatto professionale. E poi si legge, tra le righe, una passione innata per la cucina, un modo di vivere il nutrirsi che non si accontenta di poco, soprattutto è uno stare tra i fornelli informati.

Poi c'è un'attenzione particolare per la spesa del mese: quale frutta e verdura e quando, ma anche un utile calendario dei pesci del mediterraneo. Il suo motto è: mangiare il prodotto giusto al momento giusto. Così si mangia bene, sano e cosa non da poco, si risparmia pure. Buona lettura con la bella intervista di Sara, autrice di Qualcosa di Rosso.

1) Quando è iniziata la tua passione per la cucina?
Quando a dieci anni ho bruciato la mia prima (e per fortuna ultima!) crema pasticcera: lì ho capito che non bastava mettere uova e latte sul fuoco per ottenere una cosa commestibile :-) Comunque le donne di famiglia sono tutte ottime cuoche: non posso che aver ereditato da loro questa passione.

2) Che cosa pensi della cucina tradizionale italiana? E tu, compri local?
Credo che la cucina tradizionale sia un bel patrimonio culturale, ma non bisogna fare l'errore di vederlo in modo statico. L'italianissima pasta al pomodoro non esisterebbe senza l'introduzione in Italia, alcuni secoli fa, di questo ortaggio: è necessario dunque mantenere sempre la mente aperta a nuove conoscenze. Se compro locale? Certo, sono piuttosto sensibile ai temi ecologici: meno strada fa un ingrediente prima di arrivare sulla mia tavola, più sono psicologicamente soddisfatta. Inoltre sono una maniaca della stagionalità dei prodotti ancor più che della loro "vicinanza": è importante cibarsi di ciò che la natura mette a nostra disposizione in ogni periodo dell'anno.

3) L'estetica di un piatto può essere definita una forma di linguaggio?
Sì, un linguaggio che si rifà alle arti figurative: la composizione di un piatto, come la composizione fotografica, pittorica o anche architettonica, è la prima interfaccia che si frappone tra il piatto e chi deve mangiarlo, quindi è importante che il cibo sia presentato in modo armonico ed attraente. Anche la mente, insieme al corpo, necessita di nutrimento.

4) Ti piace andare al supermercato? Che tipo di consumatore sei?
No, decisamente non mi piace, semplicemente perché sono troppo pretenziosa e rompiscatole per infilare nel carrello la prima cosa che capita. Inoltre mi disturba fortemente l'ostentazione di quantità e lo spreco che ne deriva: è davvero necessario tutto quel cibo, specie se deperibile, in bella mostra sugli scaffali quando poi, in realtà, una buona parte va a male prima di essere consumato? Secondo me andrebbe totalmente resettato il concetto di "consumo", ma so benissimo che si tratta di utopia.

5) Come e quando ti è venuta l'idea di aprire un blog? E cosa hai imparato da questa esperienza?
Il blog è nato per caso: l'ho aperto per fare delle prove grafiche, di colore e di impaginazione per un motivo tutt'altro che culinario ma dopo un po' mi son detta: perché non usarlo come ricettario? Credevo di dismettere così tutti i miei foglietti e ritagli con ricette prese qua e là. Non è stato così naturalmente: ogni tanto qualche fogliaccio torna fuori :-) Però grazie al blog mi si è spalancata una finestra sul mondo degli appassionati di cibo e cucina come me, e ormai posso dire che, su questo argomento, sento di aver imparato più negli ultimi tre-quattro anni grazie al blog che nel resto della vita. La condivisione è decisamente l'aspetto migliore di questa avventura.

6) Le 3 regole d'oro per fare delle belle foto di ricette?
Cercare armonia nella composizione (qui personalmente sono aiutata dal fatto di essere architetto), utilizzare la luce naturale (odio il piattume del flash), e soprattutto cucinare per mangiare: non per fotografare. Per il resto, non ho altri consigli fotografici da dare: sono tecnicamente molto, molto scarsa :-)

7) Quali sono i tre Food&Wine blog migliori in Italia e perchè?
Mi permetto di citarne solo due, profondamente diversi fra loro. Dissapore: per le notizie, le curiosità, i dibattiti, i frequenti aggiornamenti. Il Pasto Nudo: per l'impegno encomiabile nell'approfondire e sviscerare al massimo ogni argomento trattato, sia dal punto di vista della ricetta che da quello della sostenibilità, della salute e della consapevolezza alimentare. Poi c'è una miriade di blog belli e interessanti, ma non riesco a sceglierne uno che per me "svetti" al pari di questi due.

8) Qualche errore che ti è capitato?
Parliamo di disastri in cucina? Beh, tanti :-) Specialmente coi lievitati: sono un mondo a parte e probabilmente parallelo al mio. Ora che ho la pasta madre sto approfondendo molto l'argomento, ma diciamo che, dopo aver sbagliato molti impasti lievitati, ho capito perché esiste un professionista chiamato "panettiere" :-)

9) Cosa non mangeresti mai?
Un piatto cucinato senza amore.

10) Un ricordo gastronomico d'infanzia
La merenda più ghiotta che la nonna materna ci preparava quando io e mio fratello andavamo a trascorrere il pomeriggio a casa sua: due tuorli di uova appena deposte sbattuti in una tazza con un cucchiaio di zucchero. Pura energia.

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