La nuova frontiera della lotta alle allergie alimentari

Una minoranza sempre meno minoritaria, quella degli allergici che soffrono di patologie connesse con l’alimentazione: problema che si acuisce nel caso dei bambini, in cui la malattia è spesso meno controllabile, e torna in auge quando si parla di mense scolastiche.

Con il mese di ottobre, infatti, tutte, sia negli istituti pubblici che nei privati, sono entrate in funzione a regime, e nonostante le circolari ministeriali e il livello di umanità degli operatori, il pericolo è sempre in agguato.

Secondo gli ultimi dati, quest’anno tra i banchi ci sono circa 700mila bambini allergici, più o meno due per classe. Una reazione allergica grave su tre, inoltre, ha luogo a scuola e a rischiare maggiormente sono i piccoli entro i 5 anni d’età (270mila): tra loro sono in 5000 a essere soggetti a crisi che potrebbero costare la vita.

Molta attenzione, quindi, da parte del personale, va riservata alle etichette, in cui gli allergeni alimentari, che devono sempre essere riportati, sono divisi in 14 categorie, tra cui cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio.

Secondo una nuova teoria, poi (ma è meglio provarci a casa e sotto la supervisione del medico) si possono aiutare i bambini a superare le allergie attraverso il metodo della desensibilizzazione orale, cioè la lenta e graduale somministrazione di quantità crescenti del cibo ‘incriminato’ per abituare man mano l’organismo. Se funzionasse sarebbe una gran bella scoperta per tutti coloro che finora avevano mantenuto la cosiddetta dieta dell’esclusione.

Infine, un occhio all’alimentazione dei più piccoli, anche non allergici, va sempre data: secondo l’Istituto di medicina dello sport di Torino, il menu ideale può comprendere anche cibi molto graditi ai bimbi, come barrette alle nocciole e al cioccolato, pane e Nutella, wurstel di tacchino, scaloppine di pollo e bastoncini di pesce, purché non si esageri con le porzioni e si rispetti la regola dei 5 pasti al giorno, inseriti, però, in un contesto di attività fisica intensa.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail