Italiani, popolo di buongustai

Che in Italia il mangiar bene sia più che un piacere, quasi una religione, forse lo sapevamo già, ma una ricerca condotta dalla Coldiretti in occasione delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell’unità nazionale, ci fornisce inediti e importanti spunti di riflessione.

Ad esempio il fatto che oltre la metà degli italiani considera il cibo rappresentativo della propria identità nazionale più della cultura, della moda, dell’arte e addirittura… udite udite… del calcio! In effetti, informa l’organizzazione, il 15% del Pil è dato dal settore agroalimentare, per un giro d’affari complessivo di 250 miliardi.

Ancora: la nostra tavola è diventata un marchio distintivo del made in Italy all’estero, con 25 miliardi di euro di export e 900mila imprese attive, il 17% del totale delle aziende italiane, che collezionano primati di qualità, tipicità e salubrità.

Non a caso, le denominazioni Dop, Igp e Stg, conferite dall’Unione europea, ne sono la garanzia. Al 31 dicembre 2009, tra tutte le sigle erano ‘blasonati’ ben 194 prodotti italiani, in prima linea quelli ortofrutticoli, i cereali, gli olii extravergine d’oliva, i formaggi e le preparazioni di carne.

Ma la Coldiretti registra anche un incremento del biologico sulle tavole degli italiani, ben del 9%, che, considerando i tempi di crisi, è un buon risultato, addirittura un traino per la ripresa economica del settore. In testa stanno i prodotti per l’infanzia, ma seguono a breve distanza miele, latte e derivati, olii, uova, pasta e riso e bevande. Al sud il primato delle terre coltivate secondo questo metodo.

Foto | Flickr

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