I migliori vini d'Italia secondo Slow Wine

Un bicchiere di vinoPer me il vino si divide in due categorie: buono e non buono. Da profano del vino sono sempre rimasto affascinato dalle discussioni e descrizioni degli intenditori che riescono a descriverlo in maniera così particolare da farmene innamorare. Trovo interessante, pertanto, il nuovo metodo di valutazione dei vini adottato da Slow Wine nella sua guida che sarà disponibile dal prossimo 20 ottobre (sul sito Slow Wine è possibile vedere in anteprima i migliori vini e aziende dalla nuova guida).

Anzitutto la valutazione dei vini non è solo sulla base del prodotto finito ma si sofferma anche sulle cantine: i curatori della guida, infatti, si sono recati personalmente nei luoghi di produzione dei vini recensiti e hanno valutato l'intera filiera (stando ai dati i vini degustati ammontano a 21.000 e quelli finiti nella guida, dopo opportuna scrematura, sono 8.400). La cantina, poi, è valutata sì come un unicum ma attraverso tre punti di vista: vita (chi fa i vini), vigneti (il punto di partenza del vino), vini (il prodotto finito, decritto in maniera semplice). Interessante, poi, anche la categorizzazione dei vini: abbiamo gli Slow (quelle bottiglie che ti fanno sentire il territorio in bocca), i grandi vini (le migliori bottiglie dal punto di vista organolettico) e i vini quotidiani che troviamo in enoteca fino al costo di 10 euro e presentano un ottimo rapporto qualità/prezzo.

A mio modo di vedere si tratta di una presentazione interessante del prodotto vino che può essere di aiuto anche per chi, come me, non è un grande intenditore. Che poi un bicchiere di vino a pasto sia un toccasana non sono io a dirlo, ma mi affido addirittura a san Paolo che in una delle sue lettere scrive: “Non bere soltanto acqua, ma bevi un po' di vino, a causa dello stomaco e dei tuoi frequenti disturbi” (1 Tim 5,23).

Foto | Flickr

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