Grappa di Bassano, ecco come nasce tra storia e distillazione

Viaggio alla scoperta della Grappa nel cuore di Bassano insieme ad una famiglia di esperti produttori locali.

La Grappa di Bassano, Museo Poli, mignon

Quello della Grappa è un universo interessante e ricco di sorprese. Si tratta di un argomento ricco di ramificazioni che ci ha appassionato e in merito al quale avevamo voglia di saperne di più. Complici un paio di amiche originarie della zona, vari punti di riferimento sul territorio e un'innata curiosità per alcuni procedimenti chimici applicati all'arte alcolica, ci siamo recati a Bassano, nel cuore del territorio delle Grappe.

Bassano e la Grappa una storia intrecciata


La storia del più noto distillato italiano affonda nel territorio dal quale trae il suo nome e nella ridente cittadina di Bassano del Grappa, situata in provincia di Vicenza. Un centro di 42,000 abitanti che conserva orgogliosamente la sua struttura e le sue antiche tradizioni eno-gastronomiche e si offre come ottima meta per i turisti tedeschi provenienti dal vicino Tirolo. Con i piedi saldamente piantati nella consolidata identità vinicola del territorio e del Veneto in genere, Bassano condivide con la Grappa il nome, tratto dal monte che la sovrasta, e un attaccamento al territorio che ha saputo, soprattutto negli ultimi decenni, adattarsi ai rapidi cambiamenti che hanno interessato sia il tessuto economico locale, che lo stesso mondo delle bevande alcoliche, contrassegnato da una crescente richiesta di prodotti sempre più curati e affinati sia nella produzione che nel packaging. In un orizzonte complesso e mutevole, ma ricco di originalità, abbiamo deciso di fare un salto nella patria della grappa, e ci siamo affidati alla maestria dei Poli, una famiglia che la produce dal lontano 1898, per scoprirne segreti di fabbricazione, curiosità e aneddoti. Eccoveli qui!

Il Museo della Grappa Poli


La Grappa di Bassano

Il museo della Grappa Poli è situato nel Palazzo delle Teste, un bell'edificio quattrocentesco nel cuore di Bassano, arrampicato sulla ripida salita che fronteggia il Ponte Vecchio in legno, un'icona della cittadina distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e poi ricostruito secondo il disegno originale del Palladio, illustra la storia della distillazione ripercorrendo una vicenda dai contorni mitici, che affonda le radici nell'alchimia e nella lunga evoluzione di un'arte i cui contorni confinano in molti punti con la filosofia e con varie branche scientifiche. Cinque sale gremite di oggetti legati al mondo della grappa, accompagnate da testi esplicativi in italiano e inglese, da visitare perdendosi nel tempo, tra matrici di quintessenza, prodezze della tecnica e ardori filosofici, in un percorso che si inoltra nei secoli risalendo alla stessa essenza purificatrice del processo di distillazione. Un viaggio nel tempo tra antichi testi riuniti in una singolare biblioteca a tema, bandi legislativi e proclami, ma anche pannelli riassuntivi capaci di riassumere le basi di un procedimento che conserva ancora qualche stilla del suo mistero e si scioglie dinanzi ad un'imponente collezione di circa 1500 bottiglie mignon, provenienti da 323 distillerie (una delle più complete esistenti) naturalmente di grappa, un insieme che rallegra con le sue forme spesso originalissime e le simpatiche etichette d'epoca. Una straordinario insieme di mignon, nella quale scopriamo che il singolare formato amato da tanti appassionati dell'accumulazione, è stato inventato dai produttori di cognac per omaggiare i loro clienti con degli assaggi.
La Grappa di Bassano
La Grappa di Bassano
La Grappa di Bassano
La Grappa di Bassano

Curiosità e aneddoti


La Grappa di Bassano

Scopriamo cosi' una serie di simpatiche curiosità legate al mondo della grappa, come l'abitudine di vendere le barrique utilizzate per l'invecchiamento e ormai esauste, al fine di recuperarne il legno per realizzarne ottimi barbecue aromatizzati, oppure alcune definizioni poetiche, utilizzate ad esempio per identificare i tre diversi prodotti della distillazione delle vinacce, la testa inutilizzabile perché troppo forte, come la coda già esausta, e infine il cuore, quello dal quale si estrae la vera Grappa che, come il migliore dei profumi, è un prodotto raro e prezioso.
La Grappa di Bassano
La Grappa di Bassano
La Grappa di Bassano
La Grappa di Bassano

La distilleria Poli di Schiavon


La Grappa di Bassano

In una struttura situata a pochi chilometri dal centro di Bassano ci si ritrova in un tempietto all'alcolico prodotto e alla famiglia che lo distilla da più di un secolo affinandone l'essenza e il sapore. All'ingresso si è accolti da un singolare albero genealogico della famiglia di produttori, le cui ramificazioni sono costituite da tubicini di rame, in una sala-museo a due piani, che ripercorre, come già il museo situato a Bassano, la lunga storia nella quale affonda la grappa, un'insieme di tradizioni che scintillano in nuances dorate perdendosi in una struttura che richiama le case coloniche, animata da un'équipe tutta in bordeaux.
La Grappa di Bassano
La Grappa di Bassano
La Grappa di Bassano
La Grappa di Bassano

Come nasce la Grappa


La Grappa di Bassano

Ma come si produce concretamente la grappa? Tanto per cominciare si tratta di un distillato realizzato a partire dalle vinacce (bucce e vinacioli d'uva) ricavate esclusivamente da uve prodotte e vinificate in Italia, di tenore alcolico compreso tra i 37° e i 61°. Di colore generalmente trasparente, che può assumere diverse gradazioni a seconda del grado di invecchiamento, il suo nome deriva dal latino medioevale "grappulus" definizione che, come si puo' facilmente intuire dall'assonanza residua, indicava proprio il grappolo d'uva.
Esistono due modi di produrre la Grappa: a ciclo continuo e a ciclo discontinuo, se il primo è quello comunemente utilizzato nella grande produzione industriale, il secondo costituisce la fierezza di alcuni produttori locali, che si dedicano ad una produzione incentrata sulla qualità e il raffinamento, portando alto lo stendardo del distillato. In ogni caso le vinacce, strette in appositi apparecchi, vengono riscaldate ad alta temperatura per estrarne il contenuto alcolico che viene poi condensato attraverso un sistema di tubicini raffreddati.
Ed ecco che i Poli producono ancora una parte della loro grappa in un alambicco di rame a ciclo discontinuo, detto dei "12 Cavalieri" in riferimento alle 12 caldaiette a vapore fluente, ma anche attraverso "Crysopea", un impianto dotato di due caldaie a bagnomaria sottovuoto ricostruito dopo anni di ricerche ispirate al leggendario apparecchio faro della medicina ermetica, con il quale si realizzano le grappe Cleopatra. Due giganti da ammirare al lavoro.
Perché con i piedi ben piantati nel territorio e la testa attenta ai cambiamenti, la Grappa è un prodotto da tener d'occhio.
La Grappa di Bassano
La Grappa di Bassano
La Grappa di Bassano

Si ringrazia la famiglia Poli per la gentile accoglienza e la calorosa partecipazione.

Via | poligrappa.com

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