Vino dolce: il Tokaji ungherese.

vino tokaj unghereseUn ultimo regalo per queste festività prima che l'epifania se le porti via? Concedetevi l'incontro sensoriale con un Tokaji ungherese. Stiamo parlando del vino per il quale abbiamo dovuto rinunciare a chiamare il nostro Tocai, a favore del nome friulano, per colpa della somiglianza fonetica e non degli ungheresi stessi. Sono vini molto differenti, il loro è da sempre un vino dolce da vitigni quali, Furmint, Hárslevelü, Sárgamuskotály.

La tradizione vinicola dell'Ungheria è antica, la vite infatti si coltivava già all'epoca dei romani, quando il paese si chiamava Pannonia, e la classificazione dei vigneti risale al 1700, battendo sul tempo quella francese. Chiamato vino dei re e re dei vini ha poi avuto sorti poco fortunate a causa di vari periodi storici. Ancora oggi non riesce ad avere quel posto d'onore che meriterebbe.

Il Tokajer nasce come vino dolce da uve botritizzate, aszù, pressate in secchi dal nome di puttonyos. Queste uve venivano aggiunte ad un vino bianco secco e per questo motivo, più puttonyos si aggiungevano al vino e più questo risultava dolce e pregiato. Nasce così la classificazione: Szaras cioè secco, poi viene Aszù 2 puttonyos, poi 3, 4 fino a 8 puttonyos, ovvero Aszù Essencia che ha dai 180-240 g/l di zucchero e un minimo di 10 anni di affinamento in legno, qualcosa di straordinario, ancor più, quando se ne prende uno vino più invecchiato.

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