Conoscere le erbe: l’aglio


A meno che non siate vampiri o fattucchiere, vi sarà molto utile seguire i nostri consigli per star bene aumentando considerevolmente il consumo giornaliero di aglio, che, come tra poco sveleremo, sembra essere la panacea di tutti i mali.

Iniziamo oggi, infatti, un lungo viaggio alla scoperta delle erbe, alcune molto comuni e utilizzate in cucina, altre meno note o troppo spesso sottovalutate e cominciamo proprio dall’aglio, uno dei cardini della cucina mediterranea, da molti amato, ma da qualcuno non molto apprezzato, a causa di un odore un po’ marcato che lascia addosso quando lo si mangia.

Tra i principali nemici di questa pianta, come dicevamo, i vampiri: vuoi per l’azione decisiva dell’aglio contro i vermi dell’intestino (e i vampiri, in fondo, questo sono per gli organismi che attaccano: parassiti), vuoi per il suo profumo, capace di tenere lontani gli insetti ematofagi (e qui c’è poco da spiegare), vuoi per le controindicazioni che ha per i malati di Porfiria, che anticamente si credeva fossero, appunto, vampiri, viste le analogie fra questa sindrome e le leggende sui non morti.

L’aglio fa bene, a tutto: riduce il colesterolo; abbassa la pressione; previene le affezioni delle alte vie respiratorie, i funghi e perfino alcuni tipi di cancro; riduce il livello di insulina nel sangue aiutando i diabetici; combatte lo stress e addirittura sembra sia un potente afrodisiaco…Ma attenzione: una volta cotto le sue proprietà benefiche si riducono di oltre il 90%!

Sarà per questo che la mia vecchia tata, ai primi sintomi di raffreddore, ne schiacciava una bella testa ‘sciogliendola’ nel latte caldo e bevendosela tutta d’un fiato?! Non inorridite: gli esperti consigliano a tutti in primavera di fare la cura dell’aglio per almeno un mese. Bastano due spicchi al giorno, un’ora prima dei pasti principali, pestati e inghiottiti con un cucchiaio d’olio e un abbondante bicchiere d’acqua per togliere qualsiasi scia odorosa.

Se proprio non avete lo stomaco per tutto ciò, vi consiglio gli utilizzi più ‘naturali’, come una bella pizza marinara, la bagna caoda, un piatto di trenette al pesto genovese (lì aglio ce ne va tanto) oppure un’insalata di pomodori condita con un trito di aglio e prezzemolo. E attenzione a saperlo scegliere: oltre al bianco comune, ne esiste una varietà rossa, piccante, originaria di Sulmona e di Trapani e una qualità rosa, più delicata e aromatica, che viene invece dalla Campania o dall’Agrigentino.

Infine un paio di curiosità dall’estero: nel nord della Spagna, precisamente a Santa Marina del Rey, a luglio si svolge il tradizionale Festival dell’aglio, che attira migliaia di persone; a Tallin, infine, in Estonia, si trova il ristorante Balthasar, un garlic restaurant in cui cioè, come dice il nome, la cucina è specializzata in pietanze a base di aglio.

Foto | Flickr

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