Il vino secondo Gaspare Buscemi.

vini di gaspare buscemi
Vi è mai successo di veder realizzate nel lavoro di un’altra persona l’interpretazione di tutte o quasi le vostre convinzioni? A me è accaduto martedì 18 gennaio alla degustazione di Slow Food Roma, che ha visto protagonisti i vini d’ Artigianato di Gaspare Buscemi. E’ da tempo che sto pensando a come poter definire un buon vino e a quali dovrebbero essere i parametri indiscutibili, accettati sia dall’esperto che dal neofita. Il pensiero che più ricorre è l’interpretazione del territorio e della riscontrabilità della materia prima e l’avallo e la testimonianza del tempo sul prodotto finito.

Come a dire, che si deve capire che il vino è frutto della spremitura d’uva e che se fatta in un posto, piuttosto che in un altro e da tipologie di uve differenti, il risultato non può essere lo stesso, ma che si parla pur sempre di vino. Potreste allora comprendere il mio stupore per la scoperta, certamente tardiva, del lavoro di Gaspare Buscemi appunto.

Questo artigiano, ben più lungimirante di tutti quegli imprenditori prestati all'agricoltura, che vedono nel vino un business da inseguire anche passando attraverso le mode, è così totalmente immerso in questo mondo, da applicarsi non solo in vigna e in cantina, ma all'occorrenza anche in officina, per poter realizzare dei macchinari che, meglio si adattino alla sua filosofia o semplicemente alla sua visione di vino.

La degustazione è cominciata con delle bollicine: Perle d'uva 2008 e poi la Ri-bolla del 1987. La piacevole freschezza del perle d'uve era lontano dalle ricche note di miele, nocciola tostata, fiori gialli ecc della ribolla. Si è continuato poi con Alture bianco '09 e la riserva '87. Sono seguiti i vini Esperienze '09 sia bianco che rosso, ai quali non è stata aggiunta la solforosa. Cabernet e merlot del'87 e da uve gattinara del'86. Che dire poi dell'Alture rosso delle annate '09 e '88. E' interessante vedere come nonostante il vino del '88 abbia una carica aromatica ampia e diversificata, non sia così lontano dall'annata '09. Benché giovane, quest'ultimo ha beneficiato di più di vent'anni di pratiche agronomiche migliorate, quali ad esempio la resa per ettaro, e che quindi ci porta a pensare che con il trascorrere del tempo sarà ancor più vincente del suo predecessore del'88. L'Ossidazione estrema '88 sia secco che amabile si sono rivelati veramente spettacolari, con sentori complessi come quelli di marsala e sherry, ma con l'eleganza e il basso grado alcolico del vino. La continuità in questi vini è palese, tutti si caratterizzano in modo differente, eppure in tutti è presente un' impronta comune.

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: