Conoscere le erbe: il basilico


Lui era un giovane bellissimo e valoroso, nobile d’animo, puro di pensieri e ardente di cuore. Amava lei follemente e lei lo ricambiava di un amore appassionato, dolce e segreto, almeno finché il padre di lei non li scoprì insieme e, accecato dall’ira, gli tagliò la testa. Lei non smetteva di piangere e disperata sotterrò la testa di lui, prima di addormentarsi, sfinita dal sonno e da dolore. Il giorno dopo, con sua grande sorpresa, vide che dalla terra smossa spuntava una piantina verde che battezzò ‘basilikon’ (in greco ‘regale’), a imperituro ricordo dell’amato.

Questo dice la leggenda, o, almeno, una delle leggende sul basilico, pianta profumatissima e oggi di uso comune il cucina, dove la sua somma espressione è il pesto alla genovese, ma è ottima anche per aromatizzare le carni e nelle insalate, ineguagliabile nel sugo di pomodoro e, ahimè, purtroppo in via d’estinzione sulla pizza margherita.

Eppure in epoche passate, questa pianta un po’ velenosa (contiene, come il finocchio e il dragoncello, una sostanza chiamata ‘estragolo’, rivelatasi cancerogena sui topi) non era conosciuta come alimento, ma se ne faceva un uso esclusivamente aromatico e officinale, come dimostrano numerosi scritti dell’Egitto, della Cina e degli Arabi.

Addirittura sembra che i crociati di ritorno dalla Terra Santa ne facessero incetta e ne cospargessero da cima a fondo le navi al fine di scacciare gli insetti, prevenire le infezioni e allontanare gli odori della putrefazione. In medicina era una pianta controversa: alcuni credevano che fosse una cura per pazzia e demenza, secondo altri, invece, ne era la causa!

Nel 1800, poi, gli inglesi che risiedevano nella colonia indiana, usavano confezionare collane talismano con il legno del basilico, convinti, come voleva un’antica credenza indù, che tenesse lontani i fulmini e, nello stesso periodo, in occasione delle eclissi, si credeva che mangiare basilico e gettarlo nei pozzi d’acqua prevenisse dalle contaminazioni con ‘l’altro mondo’.

Oggi si sa per certo che il basilico è un buon alleato contro le infiammazioni del cavo orale, un disinfettante per lo stomaco, diuretico, ottimo contro i vermi, i reumatismi e l’indigestione. Rinfrescante come pochi, è utilizzato come rimedio contro lo stress, l’asma e il diabete. Il suo olio essenziale, inoltre, ha il potere di schiarire le idee, di rendere la memoria più elastica e più veloce, i pensieri più lucidi: insomma, se lo annusate prima di una prova importante sarete maggiormente padroni di voi stessi!

È curioso come pure intorno alla modalità di coltivazione del basilico, nel tempo, si siano sviluppate diverse leggende: Greci e Romani, ad esempio, credevano che queste piante crescessero meglio se insultate con epiteti poco gentili; nel Medioevo, invece, al momento del raccolto, bisognava essere vestiti di lino e lavarsi la mano destra tre volte da tre fonti diverse e poi purificarla con un ramo di quercia, perché il basilico era considerato un simbolo di odio.

Concludiamo con una rapida panoramica sulle varie specie che si trovano in natura: oltre al pregiatissimo basilico genovese (rinomata la qualità di Pra’), le cui foglie hanno aroma di liquirizia, gelsomino e limone; c’è quello napoletano, con le foglie a lattuga e un sapore più mentolato; quello a foglie piccole; il porpora, piccante con foglie rosa pallido; il thailandese che ha un aroma di chiodi di garofano; il messicano con sentore di cannella e il fine verde, con foglie allungate e profumo più dolce.

Foto | Flickr

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