Conoscere le erbe: il cerfoglio


Se aprendo un pensile della cucina un giorno trovaste un sacchettino pieno di foglioline verdi, non preoccupatevi… non è un vostro parente che cerca di nascondere un vizietto, ma semplicemente un modo efficace e del tutto naturale di tenere lontane le formiche dalle vostre stoviglie: qualche ciuffo di cerfoglio!

Stessa scena, ma stavolta non in cucina, bensì in giardino: se intorno al recinto che delimita il vostro orticello troverete cespugli smangiucchiati di una graziosa erbetta verde, ancora una volta si tratta di cerfoglio, di cui le lumache sono ghiotte e dal quale vengono irresistibilmente attratte lasciando così in pace la vostra lattuga!

Ma non sono certo questi gli usi più stuzzicanti del cerfoglio, erba tanto amata dagli antichi romani che la importarono dalle gelide terre di Russia verso latitudini assai più miti e temperature più gradevoli.

Oggi il cerfoglio fresco è difficile da trovare in Italia (dove si utilizza maggiormente essiccato), mentre in Francia è di gran lunga preferito al prezzemolo per il suo aroma più delicato, impiegato per profumare omelette, zuppe e insalate, legumi e carni bianche, senza contare che è uno degli ingredienti di base della famosa salsa bernaise. L’importante è aggiungerlo sempre a fine cottura, in modo da mantenere le sue caratteristiche organolettiche, che si perdono immediatamente una volta cucinato o surgelato.

Ricco di vitamina C, carotene e magnesio, è un ottimo digestivo e con esso potrete preparare fantastiche maschere di bellezza depuranti e tonificanti e impacchi utili contro le rughe, per tonificare la pelle e per curare geloni, contusioni e arrossamenti dovuti a punture di insetto.

Dalle radici del cerfoglio, inoltre, si possono ricavare una piacevole tisana antidepressiva, un decotto perfetto per calmare le irritazioni cutanee dei neonati e un infuso che è un toccasana contro le coliche epatiche, i reumatismi, la gotta e i dolori mestruali.

Foto | Flickr

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