Conoscere le erbe: quelle di Provenza


Immaginate di fare una passeggiata in una bella giornata di sole: siete in campagna, tutt’intorno c’è un piacevole profumo di erbe buone. Attraversate un grande giardino botanico molto ben curato, oltre il quale trovate una grande casa colonica che è in realtà un ex monastero. Sopra la porta, una scritta in francese che traducete “Museo degli aromi e dei profumi”.

Vi trovate, dunque, a Gravèson en Provence, il cuore della regione francese della Provenza, che a sua volta è il cuore profumato della Francia e del mondo. Prima dei francesi, che sono soprannominati ‘nez’, cioè nasi, l’arte della profumeria era praticata ad alti livelli da Arabi, Greci e Romani e, prima ancora, dagli Egizi e dai Sumeri, già capaci di estrarre gli oli essenziali dalle piante.

Ma le erbe della Provenza sono ottime anche in cucina, specialmente per insaporire gli stufati e i piatti a base di verdura. Ognuno, proprio come accade per le ricette di famiglia, ha la sua miscela personale di erbe, ma una buona base è costituita da erbe selvatiche come timo, rosmarino e santoreggia, e piante coltivate quali basilico, maggiorana e dragoncello.

A queste potete aggiungere a piacere fiori essiccati di tiglio, ottimi anche per gli infusi, o di mandorlo, e foglie di lavanda, perché i fiori hanno un profumo troppo intenso che copre tutti gli altri. Alcuni, inoltre, preferiscono mescolare insieme rosmarino, salvia, finocchio e menta; altri ancora aggiungono un particolare che li caratterizza e rende la loro miscela unica, come i fiori rosa di timo serpillo o la menta longifolia.

Qualunque sia il vostro ingrediente segreto, ricordate di scartare sempre gli steli, di lavare e scolare accuratamente le erbe, asciugarle con un panno e porle in un luogo areato e buio per almeno una settimana prima di tritarle e conservarle.

Foto | Flickr

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