Conoscere le erbe: il finocchio


Un giorno l’apostolo Pietro fu mandato da Gesù a comperare del vino. L’oste gliene fece assaggiare accompagnandolo con pane e finocchio, ma quando tornò a casa, Pietro si accorse che il vino aveva una punta d’aceto e Gesù gli chiese se per caso gli avevano dato qualcosa da mangiare insieme con l’assaggio. Pietro raccontò quanto era accaduto e Gesù lo ammonì dicendo: “Non sai che il finocchio falsa il sapore del vino? La prossima volta attento a non farti infinocchiare!”.

Insomma, questo dimostra che il finocchio era già noto duemila anni fa, ma in realtà sappiamo che era conosciuto ancora prima: dagli Assiri che lo usavano contro il mal di stomaco e dai Greci che lo prescrivevano nella dieta dei maratoneti (a proposito: Maratona significa proprio ‘campo di finocchi’) per farli restare in forma.

I Romani, invece, credevano che il finocchio aumentasse la forza e il valore dei soldati e il naturalista Plinio notò in particolare che i serpenti vi sfregano contro gli occhi durante il periodo della muta per renderli più chiari e da allora fu usato anche come rimedio in oculistica.

Le serpi, però, erano credute una manifestazione del demonio, così nel Medioevo si cominciò a spargere finocchio ed erba di San Giovanni intorno al letto per favorire sogni divinatori, ma l’Inquisizione ne spargeva anche durante i roghi di streghe e omosessuali per coprire l’odore di carne bruciata (a proposito: è per questo che si usa in senso dispregiativo la parola finocchio per indicare i gay, tanto è vero che la parola inglese ‘foggot’ significa tanto ‘finocchio’ quanto ‘fascina di legna’).

La Chiesa ‘buona’, invece, ordinava cure di fiori di finocchio, dal caratteristico colore giallino, per guarire, appunto, l’ittero; contemporaneamente Carlo Magno, che lo adorava, ne fece piantare in tutto l’impero. Infine, bisogna arrivare al Seicento per vederne scoperte le proprietà digestive e la capacità di produrre latte nelle neomamme (ma questa è una leggenda metropolitana, anche se qualcuno ancora ci crede e lo usa).

Oggi sappiamo che oltre a essere utile contro la diarrea, le affezioni gastroenteriche e le infezioni in generale, ha il potere di regolare gli ormoni femminili, regolarizzando il ciclo mestruale e alleviando i disturbi della menopausa.

Del finocchio si usa l’olio essenziale (ma in piccolissime quantità), i semi, ottimi per tisane e decotti il cui sapore ricorda leggermente quello dell’anice o della liquirizia, le foglie e tutto il frutto, ottimo nelle insalate, ma anche in forno al gratin con formaggio e parmigiano grattugiato (provate!).

Ne esistono di diverse varietà, e non intendo maschio e femmina: il dolce o romano, utilizzato per intero; il capillaceum selvatico; il piperitum che ha un sapore acre e sgradevole, e le qualità annuali, con le quali si fanno ottimi liquori.

Foto | Flickr

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