150 anni dell’Unità d’Italia: il menu delle capitali

16 Marzo 2011
di roby


Domani ricorre la festa dei 150 anni da quando fecero l’unità d’Italia… quale modo migliore di festeggiare il nostro caro e non così vecchio né più tanto Belpaese se non con un menu che si ispira alla cucina tipica delle capitali?

Il nostro pranzo si apre pensando a Firenze, ‘in carica’ dal 1865 al 1871. Divenne capitale del regno su esplicita richiesta di Napoleone III, che voleva umiliare i Savoia, e decadde con l’annessione dello Stato Pontificio. Da lei possiamo trarre l’ispirazione per degli ottimi quanto tradizionali crostini con i fegatini, del panonto con l’olio dop e, per proseguire sulla scia delle entreé, di quelle che non fanno che metterti l’acquolina in bocca, un assaggio di zuppa di farro o di fagioli al fiasco e all’uccelletto.

Roma è caput mundi, ma anche regina incontrastata dei primi piatti d’autore: oltre all’eterna e mai risolta disputa tra l’amatriciana e la carbonara, per par condicio potete optare per una magnifica gricia, versione ‘nature’ o rivisitata, come spesso si fa, con broccoli o carciofi. Ma per omaggiare i bei tempi andati ci starebbe a pennello anche una fettuccina alla papalina o uno spaghetto alla puttanesca; di grande effetto nella loro semplicità, invece, i rigatoni al sugo di coda o la classica pasta ‘ajo, ojo e peperoncino’. Io vi consiglio, visto che la festa cade di giovedì, di riscoprire gli gnocchi alla romana, quelli di semolino, da condire con sugo di carne o gratinati al forno con burro e salvia.

Torino non può che essere la capitale dei dolci, ma ricordiamo che capitale lo fu davvero, dal 1861, quando si costituì il Regno d’Italia, al 1865. La patria del cioccolato e del gianduja, al momento del dessert non delude mai: buoni i biscotti savoiardi, ottimi gli amaretti, sublimi i baci di dama, non dimentichiamo i dolci al cucchiaio, come il bonèt o la coppa savoiarda, bomba calorica a base di ricotta, panna, uva passa, canditi e rum. Infine la torta di gianduja, mentre se volete restare leggeri meglio una porzione di pere al Barolo, perché qui, oltre a mangiare, si beve anche benissimo.

Foto | Flickr

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