Conoscere le erbe: la malva

26 Marzo 2011
di roby


Manca ancora un po’ alla Festa della mamma, ma a molti sarà utile sapere che la malva è la pianta simbolo dell’amore materno, che ha come caratteristiche principali la dolcezza e la tranquillità, quell’inimitabile senso di pace che solo le braccia delle madri sanno regalare ai figli…

Probabilmente il linguaggio dei fiori in questo caso ha preso spunto dall’etimologia del nome malva, che viene dal greco ‘malakos’ e significa ‘molle’, cioè ‘dalle proprietà emollienti’. In effetti gli antichi Greci la usavano per ‘ammollare’ la tosse e lo studioso Pitagora ne mangiava un po’ ogni giorno, convinto che placasse le passioni corporali e gli donasse la lucidità necessaria ai suoi studi. I suoi seguaci, a quanto pare, al contrario, la consideravano una pianta sacra, che possedeva il dono della saggezza, e quindi, per rispetto, si guardavano bene dal mangiarla.

I Romani la usavano per combattere i postumi di sbronze e magnate, in particolare pare ne fossero golosissimi sia Cicerone che Marziale, mentre Orazio già la utilizzava in cucina. Nel Medioevo era rimedio contro artriti, infiammazioni, stitichezza e obesità e Carlo Magno la inserì come “pianta obbligatoria” nel suo Capitulare de villis.

Facendo un rapido balzo in avanti fino all’800 vediamo che nel mondo contadino se ne inserivano mazzetti nei corredi da sposa, perché si credeva che la malva aiutasse a conservare la bellezza delle giovani mogli anche in età avanzata.

Fino a tempi non troppo lontani, inoltre, si è creduto che la pianta aumentasse la libido, così se ne legavano tre radici vicino ai genitali, oppure se ne conservavano i semi in un sacchetto, ma avrebbero funzionato solo in una particolare congiuntura astrale.

Com’è o come non è, oggi della malva sappiamo che viene dall’Oriente e possiamo tranquillamente affermare che è ‘il maiale’ delle piante officinali: di lei, infatti, non si butta via niente. Dei fiori lilla venati di rosa, soprattutto, che tra l’altro si cominciano a raccogliere fra poco per farli, poi, essiccare, fanno un gran uso gli adolescenti, o meglio, lo facevano le nostre nonne quando lo erano, perché si diceva che, bolliti nell’acqua, facessero riassorbire i brufoli.

In erboristeria oggi la tisana di malva viene prescritta come lassativo o analgesico, vero e proprio medicinale naturale contro le stomatiti. Se invece siete in salute, ma volete assaporarla in cucina, il consiglio è di aromatizzare con essa ripieni per la pasta fresca oppure l’impasto per le polpette.

Foto | Flickr

I Video di Gustoblog: Simone Rugiati gazpacho verdure