Conoscere le erbe: la melissa


Melissa era la bellissima figlia del re di Creta Melisseus, che nel segreto di una grotta sul Monte Dicte si prese cura del piccolo Zeus ancora in fasce, addolcendo per lui il latte caprino della sorella Amaltea con del miele, mentre Coribanti e Cureti danzavano intorno e cantavano forte, per nascondere al mondo la presenza del neonato, che una volta diventato grande e signore di tutti gli dei, ringraziò la sua nutrice donandole un corpo di ape.

Secondo Servio, invece, Melissa era una sacerdotessa consacrata alla dea Demetra e custode dei suoi segreti immortali e dei riti misterici che la coinvolgevano, sui quali doveva mantenere il più assoluto silenzio. Un giorno, però, un gruppo di donne desiderose di venire a conoscenza di tali arcani, iniziò a infastidirla, lei non cedette e le donne per vendetta la uccisero straziandone il corpo a pezzi che la Dea, clemente, trasformò in uno sciame di api che volando in cielo ricongiunsero Melissa a lei.

Un mito ancora precedente a tutti quelli che abbiamo descritto, e in parte ripreso dalla favola dei fratelli Grimm ‘La signora delle api’, vuole invece Melissa una regina semidea bella e terribile, bastante a se stessa dal momento che fondeva in sé l’elemento maschile e quello femminile, madre e insieme sorella di tutte le altre api, potente e fiera, vergine e libera.

Oggi la melissa viene utilizzata per lo più come pianta ornamentale o al massimo come pianta aromatica, ma è in un passato abbastanza remoto che va ricercato il suo momento di gloria come vera e propria pianta medicinale. Sarà per il suo sapore addolcente, simile a quello del limone (tanto che viene chiamata anche erba limona, erba cedrata o citronella), ma gli Arabi la usavano come rimedio per la malinconia.

In epoca medievale, poi, Carlo Magno ne impose la coltivazione nel suo giardino: si credeva, infatti, che fosse un ottimo rimedio contro la calvizie, una cura efficace contro i morsi di cane e addirittura che da quest’erba si potessero estrarre potenti filtri d’amore… forse perché il suo olio essenziale, se consumato in grandi quantità, risulta tossico, tanto che la melissa è considerata un’erba stupefacente. Molte famiglie, infine, ne appendevano un ciuffetto alla porta di casa convinti che tenesse lontani gli spiriti maligni.

I frati benedettini la usarono come ingrediente principale per un nuovo liquore, oggi noto come Liquore di Francia o Gran Charteuse, un digestivo dal gusto così dolce e piacevole che molte dame lo addussero come scusa per un consumo spesso e volentieri eccessivo.

Le suore carmelitane procedettero nello studio sui modi d’impiegare questa pianta finché non ‘inventarono’ l’acqua di melissa, un infuso che ancora oggi viene aggiunto all’acqua del bagno come emolliente della pelle, detergente e tonico, mentre le foglie, se strofinate addosso, risultano essere un potente insetticida.

L’infuso di melissa, comunque, è anche potabile e ha proprietà calmanti, antispasmodiche e carminative, viene usato per placare le vertigini, stimolare l’appetito e per guarire dalle affezioni gastrointestinali. In cucina, data la sua assimilabilità al limone, la melissa viene utilizzata per aromatizzare insalate, pesci o salse come la maionese, marmellate, ma anche dolci, gelatine e sciroppi, oltre al vino, all’aceto e, come abbiamo già detto, ai liquori.

Foto | Flickr

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