Conoscere le erbe: la menta


Questa volta è tra le pagine di Ovidio che andiamo a scavare: il grande poeta latino ci racconta nelle sue ‘Metamorfosi’ che Menta era una bellissima ninfa, figlia del fiume infernale Cocito. Un giorno Plutone se ne innamorò e questo fu per lei la rovina: trasformata in un vegetale dalla gelosissima moglie di lui, Proserpina, che aveva scoperto il tradimento del marito.

Sempre Ovidio ci racconta, inoltre, che due contadini, Filemone e Bauci, usavano strofinare di menta la tavola prima di imbandirla in onore di due ospiti d’eccezione: Giove e Mercurio. Secondo un’altra leggenda, infatti, fu proprio Giove a trasformare in arbusto la ninfa Myntha, che era stata ‘fredda’ nei suoi confronti e per questo veniva trasformata in una pianta ‘fredda’, o meglio, rinfrescante.

Questa dote della menta era nota fin dagli albori della civiltà: gli Egizi, ad esempio, la consideravano una pianta sacra a Iside e al dio della medicina Thot, talmente potente che era vietato usarla ai non iniziati. Questa fama giunse fino a Carlo Magno che addirittura promulgò un editto per tutelarne la specie.

Che la menta sia un ottimo rinfrescante, d’altronde, non è un segreto, ma non è certo la sua unica proprietà officinale: è anche un rilassante dell’apparato gastro-intestinale, un calmante, un antisettico, un decongestionante con effetti balsamici sull’apparato respiratorio, un rimedio per i dolori mestruali, un sedativo, un antiemetico, efficace contro le punture di insetti, un tonico astringente e purificante (non a caso ci si fanno le maschere di bellezza) e infine, ma non per ultimo, uno stratagemma per avere sempre l’alito fresco in ogni occasione.

Ma per ogni buona qualità c’è sempre una controindicazione, il cosiddetto ‘rovescio della medaglia’: il consumo di menta, infatti, non è adatto alle donne incinte e neppure a chi è affetto da ulcere o da calcoli biliari e neanche ai bambini, ai quali può causare insonnia e irritabilità.

Tutto questo, però, è da ricondurre all’olio essenziale della menta assunto in purezza, che in dosi elevate può risultare addirittura tossico. Stessa cosa per quanto riguarda il mentolo, che è una sostanza che viene estratta da questa pianta: pensate che un singolo cucchiaino da tè può essere letale. Attenzione, quindi, a cosa state consumando e utile sarebbe conoscere anche a quale specie di menta il prodotto appartiene.

Concludiamo con la cucina, che è poi il nostro interesse primario: la menta è l’ingrediente ideale per bevande, liquori e cocktail, penso all’alcolicissimo centerbe, al celebre mojito ma anche a un assai meno pretenzioso latte e menta o al tè verde marocchino. Le foglioline di menta, poi, sono bellissime per decorare i piatti, ma anche per aromatizzare carni dal sapore deciso come anatra e montone o verdure estive come patate novelle, pomodori e cetrioli. Infine, manco a dirlo, il top sono lo sciroppo, le caramelle e i chewingum.

Foto | Flickr

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