Ristoranti: La Cantina a Scansano (Gr)

Appena entrati in questa enoteca-ristorante si ha davvero l’impressione di essere entrati in Cantina, ma che cantina! L’arredamento è semplice e curato, il pavimento in cotto, le volte a crociera e quell’umidità dall’odore pungente e inconfondibile che si mescola ai profumi sublimi della cucina…

D’altronde in questo ristorante suggeritoci dalla Bibbia Slow Food, si entra attraverso via della Botte, suggestiva stradina del centro storico di Scansano, paesino sdraiato sulle colline che guardano dall’alto, ma mica poi tanto, la Bassa Maremma. E soprattutto patria del Morellino.

E in effetti la prima esperienza divertente, qui, è proprio la scelta del vino: ti alzi e vai in cantina tu personalmente, prendi la bottiglia e te la porti in tavola dove l’oste, occhio attento, la registra. Così si evitano pantomime del tipo scegli un vino, poi non c’è, te ne portano uno simile, ma certamente più caro ecc.

Qui tutto è trasparente: tipo di vino, cantina di produzione, annata, gradazione, prezzo. E la cosa curiosa è che mentre uno si attarda a visionarli tutti, gli altri, meno interessati all’argomento scelta (ma non a quello bevuta, si badi) possono intrattenersi con gli altri articoli in vendita alla Cantina, che in comune con la buona cucina non hanno nulla, se non la provenienza dall’artigianato toscano doc.

Torniamo a tavola ed ecco l’intrattenimento migliore: crostini con cinghiale, manzo e tacchino e creme varie, tanto per cominciare e tanto per gradire, un piatto di un’abbondanza insperata. Come primo mi lancio (letteralmente) su una crespella con ragù di coniglio al finocchio selvatico che è proprio uno spettacolo: cotta a puntino (sapete a volte per cuocere il ripieno gli angolini restano crudi…) e dai sapori, ‘fuori e dentro’ la pasta sapientemente equilibrati e giustamente aromatici.

Se preferite non derazzare dalla tradizione, vi consiglio i sempreverdi ravioli alla toscana, con ragù ricco, mentre per i secondi ci orientiamo su una singolare bistecca di capocollo di maiale con flan alle verdure e crema di pomodoro, carne che risulta un po’ asciutta forse perché fibrosa, e un mitologico stracotto al Morellino.

Indovinello: cosa abbiamo bevuto accanto all’acqua per non arrugginirci troppo? Ovvio, Morellino docg. Il dolce non ci entrava (tanto noi siamo amanti del salato), ma il conto alla fine è lievitato a 115 euro… però ne è valsa la pena.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail