Ristoranti: Osteria ai 4 Feri a Venezia

Mangiare bene senza rischiare di incorrere in ‘trappole per turisti’ e senza dover accendere un mutuo, si può anche a Venezia: basta, come sempre, conoscere il territorio e fare la scelta giusta. Noi l’ultima volta nella splendida città lagunare avevamo ‘guide’ locali, ma per chi non le avesse, potete seguire i nostri consigli, so per certo che non resterete delusi.

Questa osteria un po’ defilata dai percorsi più battuti è quello che ci vuole per un’oretta di relax lontano dalla folla e dai flash delle macchine fotografiche, fenomeno che a Venezia, qualunque sia la stagione, non dà mai tregua. Tenete presente che se non siete accompagnati da autoctoni, vi sarà difficile comunicare, perché qui la tradizione è un culto tale che impone l’uso del dialetto, quindi... buona fortuna!

L’ambiente è piccolo e caratteristico, con gli arredi in legno antichi e l’enorme bancone che campeggia al centro dell’unica sala, a ricordare quanto la cultura del bere bene, ancor prima del mangiare bene, sia in Veneto un vero e proprio diktat. E poi, da dietro quello stesso bancone, tutte le pietanze vengono preparate ‘a vista’ del cliente, garanzia di autenticità.

Altro punto in suo favore: qui si mangia pesce fresco, quello che c’è, perciò se anche le proposte in menu dovessero essere scarse e non soddisfare proprio in pieno le vostre voglie di quel determinato giorno, consolatevi che certamente state mangiando pescato di prima qualità.

Noi eravamo in quattro (come sti feri) e abbiamo iniziato con un antipasto di mare in realtà un po’ sciapetto, nel quale degno di essere sottolineato era solo il polpetto ripieno di battuto di basilico. Il piatto, comunque, era ben equilibrato tra i vari sapori del mare. Qualcuno, invece, ha optato per un antipasto assai più consistente: la polenta con le aringhe, che è il massimo della tipicità.

Al momento di ordinare il primo, nel leggere il menu il mio occhio si è soffermato su una pasta davvero originale: gli spaghetti conditi con puntarelle (tipiche romane!) e canoce, ossia cannolicchi di mare. Devo dire che osare non mi è stato fatale: il piatto era molto ben riuscito grazie al contrasto creato dal fondo amaro di una verdura energica come le puntarelle, pur appena scottate, e la tenera dolcezza di questi piccoli crostacei.

Peggio è andata, invece, a chi ha preferito sapori locali e ha scelto la lasagna di mare al radicchio: una mattonella scura in cui la salsa risultava eccessivamente aspra, non essendo stato mitigato il gusto del radicchio con nulla; quanto al mare, poi, non si è capito bene a che punto intervenisse.

I dolci sono tutti al cucchiaio, ma cremosi e ricchi di gusto, anche se di taglia extrasmall: sia la crema alla vaniglia che la mousse al caffè, sia un insolito budino menta e cioccolato. Con l’acqua e il vino della casa spendiamo in tutto 119 euro, ma ricordatevi che siamo pur sempre a Venezia.

Osteria ai 4 feri
Dorsoduro, 2754/A
30123 – Venezia
Tel. 041 5206978

Foto | Flickr

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