Primi: il risotto di maggio


Si dovrebbe chiamare risotto del Primo Maggio, dal momento che altro non è se non una versione più raffinata, soddisfacente e sostanziosa della tradizionale fava e pecorino che si mangia in questo fatidico giorno, ma visto che quest’anno eravamo ‘distratti’ da altro, come la Beatificazione di un certo Wojtyla, possiamo riproporlo anche oggi che è già il 3. Buon appetito!

Cosa vi occorre per 2 persone: 150 g di riso carnaroli, 100 g di fave (peso da sbucciate), 50 g di guanciale, 80 g di pecorino grattugiato, 1 scalogno, 1 noce di burro, vino bianco e brodo vegetale q.b. (anche di dado va benissimo).

Come si prepara: tagliate via la buccia dal guanciale, riducetelo in striscioline sottilissime e fatelo croccare in una padella senza aggiunta di altri grassi; intanto togliete le fave dai baccelli e sbucciatele una per una (tranne quelle molto piccole) in modo da eliminare qualsiasi residuo di amaro. Preparate il brodo e nel frattempo tritate lo scalogno finissimo e fatelo dorare nel burro in una pentola dai bordi bassi. A questo punto aggiungete il riso e fatelo tostare mescolando continuamente. Vi occorrerà qualche minuto, ma attenzione a non bruciarlo: il riso sarà tostato quando i suoi chicchi vi appariranno trasparenti. A questo punto sfumate con il vino e iniziate ad ‘allungare’ con mestoli di brodo caldo fino a cottura: ci vorranno circa 18 minuti. Togliete dal fuoco, unite il guanciale e le fave e mantecate con il pecorino, se necessario con un’altra noce di burro e servite all’onda.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail