Ricetta cinema: i felafel di E morì con un felafel in mano

Ultimamente mi sono un po’ fissata con la cucina marocchina, così un giorno, proprio mentre preparavo queste prelibate pepite, mi è venuto un colpo: nella mia rubrica non ho mai parlato del gustosissimo (è proprio il caso di dirlo) film del 2001 E morì con un felafel in mano. Contrariamente a quanto possa indicare il titolo, però, non si tratta di una pellicola drammatica, almeno non nel senso stretto del termine, e neppure marocchina, ma di un film australiano. Un po’ alla Muccino, è la fotografia di una generazione, quella dei trentenni, un po’ sbandati e un po’ confusi su molti aspetti della vita. La storia, a episodi sottoforma di flashback proprio come il romanzo da cui è tratto, si apre con Danny che trova Flip morto davanti alla tv, proprio con un felafel in mano e da lì viaggia a ritroso nei sei mesi precedenti in cui il protagonista si è dovuto trasferire più volte. Quando lo vidi al cinema di anni ne avevo 20, ma ora devo dire che un po’ mi ci ritrovo… meglio tornare ai felafel, va!

Cosa vi occorre per 6 persone: 300 g di ceci, 2 spicchi d’aglio, 1 cipolla, 1 ciuffetto di prezzemolo, 1 pizzico di cumino macinato, 1 cucchiaio di coriandolo macinato, 1 pizzico di pepe di Cayenna, olio, sale e pepe q.b. Una variante da provare consiste nel sostituire i ceci con le fave secche sbucciate lasciate un po’ in ammollo.

Come si preparano: ammollate i ceci per 24 ore, sciacquateli, scolateli bene e passateli al passaverdura. Nel mixer frullate insieme questa purea con aglio, cipolla e prezzemolo tritati e le spezie, aggiustando di sale e versando l’olio a filo. Formate delle polpettine e fatele riposare per 30 minuti prima di tuffarle nell’olio bollente e servire calde. Oltre al caratteristico humus, potete accompagnarle con una salsa al sesamo ottenuta frullando tahina (ovvero pasta di sesamo) con il succo di 2 limoni, aglio, paprica dolce, prezzemolo, acqua q.b., sale e pepe.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail