Conoscere le erbe: la salvia


“Perché dovrebbe morire l’uomo nel cui giardino cresce la salvia?”. Così la Scuola di medicina medievale di Salerno considerava questa pianta dalle virtù miracolose note già nell’antichità, tanto che la Madonna, che conosceva la salvia con il nome di ‘erba della salute’, la utilizzò in grande quantità per preparare il giaciglio del Bambino Gesù.

Greci e Romani la adoravano quasi fosse una pianta divina e si avvicinavano a raccoglierla solo vestiti di bianco, a piedi scalzi ma ben lavati e staccandola a mano, senza l’ausilio di alcun oggetto metallico. Una volta colta, la usavano come antisettico, digestivo e calmante, in infuso per curare l'eccessiva sudorazione o contro l'esaurimento nervoso, strofinata fresca per disinfettare le ferite o per rendere più bianchi i denti.

Nel Medioevo era nota come potente afrodisiaco maschile (si facevano cuocere le foglie nel vino, pare che la ricetta fosse stata inventata dalla regina Cleopatra) e comunque legata alla sfera sessuale, capace di proteggere il parto e aumentare la fecondità femminile. Proprio in questo periodo, infatti, e grazie a queste credenze, si cominciò a utilizzare la salvia anche in cucina.

D’altronde non poteva che essere così per una pianta il cui nome stesso significa ‘salva-sana’, dal latino ‘salus’, cioè salute, e si credeva difendesse dagli incubi notturni. Ma noi, più che al suo potere in camera da letto, siamo interessati al potere che esercita in cucina e che deriva dal suo gusto inconfondibile e schiettissimo.

Oltre agli stranoti e strabuoni tortelli burro e salvia e ai vari formaggi erborinati con una miscela di erbe che la prevedono come ingrediente, forse non tutti sanno che in Oriente viene usata per aromatizzare l’arrosto di montone. Ma senza andare troppo lontano, in Liguria le foglie più larghe si pastellano e si mangiano fritte: oltre che buonissime sono considerate un antipasto molto chic.

Inoltre vi consigliamo l’uso di salvia nelle paste ripiene o nelle zuppe, nei liquori e anche nelle caramelle e negli sciroppi. In erboristeria i medicamenti a base di salvia, infine, si trovano in linea di massima sottoforma di balsamo: un’eredità degli Egizi che la utilizzavano per imbalsamare i morti!

Foto | Flickr

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