Conoscere con le erbe: la santoreggia


Il nome della santoreggia significa ‘erba dei satiri’: già gli antichi Greci, infatti, ne avevano scoperto le proprietà afrodisiache e la consideravano un’erba sacra al dio Dioniso, capace di far perdere le inibizioni in uomini e donne e farli lanciare in sfrenate danze dette, appunto, dionisiache.

Questa fama fece sì che la coltivazione di tale pianta fosse proibita ai monaci in epoca medievale, anche se Santa Ildegarda ne raccomandava l’uso come rimedio contro la gotta, la paralisi e la diarrea. In epoca rinascimentale si usava cotta nel vino come cura per le ulcere: questa preparazione inventata dai medici dell’epoca era chiamata ‘salsa dei poveri’ e perfino il Re Sole, al secolo Luigi XIV, ne apprezzava tanto il gusto in cucina quanto le virtù… in camera da letto.

A proposito di cucina, catapultiamoci subito: a causa del suo gusto pungente, che la assimila al timo, la santoreggia è chiamata, a seconda delle zone di diffusione, anche ‘erba acciuga’ o ‘erba spezia’ e c’è una teoria secondo cui il suo nome deriverebbe dall’aggettivo ‘saturo’, a indicarne, cioè, il sapore pieno e a suggerirne l’impiego in intingoli.

Come dicevamo, in cucina la santoreggia è un sapore molto conosciuto e usato al livello internazionale: pensate che costituisce un ingrediente fondamentale del condimento per il piatto nazionale bulgaro, gli involtini di cavolo farciti, unita a paprika, basilico, levistico e aglio. Non solo: in Georgia viene usata nello khmeli-smeli, una preparazione a base anche di maggiorana, aneto, basilico, eventualmente prezzemolo, menta e foglie di coriandolo.

La santoreggia si sposa con molti vegetali: zucchine, patate, funghi, pomodori e altri, l’importante è non farla mai cuocere troppo. Ma non solo verdura, mi viene da suggerirvi: ottimi anche gli abbinamenti con uova e legumi, pesci e insalate.

Molto usati anche la tisana o il decotto (ma occhio a non assumerli di sera perché sono stimolanti) che curano il mal di gola, mentre le foglie, se strofinate topicamente, alleviano il prurito delle punture d’insetto. Infine una ricetta particolare: 5 gocce di essenza di santoreggia con cui imbevere una zolletta di zucchero al giorno, migliorerà i vostri rapporti interpersonali rendendovi magnetici e irresistibili!

Spostiamoci alla toilette: il suo olio è molto usato in profumeria, e diffuse sono anche le compresse che aiutano a prevenire e combattere le rughe, oltre al tonico che è un ottimo purificante per la pelle. Tra le altre qualità benefiche, infine, segnaliamo il miglioramento della digestione e dei casi di stanchezza, la cura delle infiammazioni, delle affezioni intestinali, verminosi, meteorismo, e delle bronchiti.

Foto | Flickr

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