La storia del whisky: oggi è il John Cor Day


Narra la leggenda che, nell'antico mondo gaelico (il termine deriva da “uisge beatha” o “usquebaugh”, più o meno "acqua di vita"), il primo whisky era di singolo malto, denso e dal sapore molto affumicato e da subito le sfumature aromatiche contraddistinsero le produzioni di villaggio in villaggio; una bevanda dai molti pregi, a partire dal riscaldare il viandante fino ad arrivare alle occasioni di socialità, celebrazioni in primis.

Ma se vogliamo fare riferimento alla prima testimonianza scritta che parli di whisky, dobbiamo risalire alla Scozia del 1495, dove il governo per ordine del Re James IV°,commissionò 8 barili del famoso distillato a Friar John Cor, anche se sicuramente era già prodotto da secoli. E pare che fosse proprio il giorno 1 giugno, quindi: buon anniversario! Ora sappiamo che attualmente in Scozia sono presenti 42 distillerie e che per essere chiamato Scotch, il whisky deve essere maturato sempre in Scozia per almeno 3 anni (e quindi ricevere la giusta influenza da un certo tipo di ambiente). E poi invecchiato da 8 fino a 30 anni, per la gioia degli esperti di tasting e nosing.

E una volta? Non sappiamo i tempi di fermentazione nei tempi che furono, nè se ad occuparsene forse un singolo frate o un'intero ordine monaci; sappiamo però che in alcuni casi veniva distillato fino a 4 volte ed è molto probabile che una volta il whisky venisse prodotto in ogni casa (diciamo che "faceva" atmosfera di casa), quasi alla stregua dei dolci, con la propria tradizione e i propri rituali. Comunque, per celebrare questa ricorrenza, versatene un po' in un bicchiere a tulipano chiuso, così potrete scaldarlo e liberare le note aromatiche. Dopo aver valutato l'insieme dell'aspetto/colore e delle note olfattive, aggiungete poche gocce di acqua minerale naturale a temperatura ambiente (aiuta se è un whisky a gradazione piena) per evitare l'anestesia della lingua e aiutarvi a sentire in pieno la persistenza degli aromi.

Foto | Flickr

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