James Wannerton e la sinestesia: storia dell'uomo che gusta i suoni

james wannerton sinestesiaSulle pagine di Gustoblog di solito si parla di sapori in termini ben diversi: ma l'intervista di Chrissie Giles a James Wannerton merita di essere letta. Il cibo, e i sapori del cibo, sono al centro della questione. Perché James soffre di una forma estremamente rara di sinestesia: ogni volta che sente o legge una parola, riesce a sentirne il gusto in bocca. Affascinante come malattia, ma anche problematica.

Leggiamo il pezzo di Chrissie:

James, raccontaci di te

Lavoro nell'IT e soffro di una rara forma di sinestesia, ovvero un eccesso di connessioni tra due aree del mio cervello. Significa che qualunque cosa io ascolti, veda o legga, la traduco in un sapore. Anche se non sto mangiando nulla - e sono certo di non stare mangiando nulla - la sensazione è decisamente realistica per me.

Se non lo dicessi, gli altri non se ne accorgerebbero: non c'è modo di capire se una persona è affetta da sinestesia. Non dissi niente a scuola, se non un paio di volte. La mia ex ragazza non l'ha saputo per anni. I miei genitori l'hanno scoperto quando ho partecipato a un episodio di Horizon - un programma di divulgazione scientifica trasmesso dalla BBC, ndt - ci rimasero piuttosto male.

Quando hai capito di possedere questo dono?

Devi cercare di capire che per me tutto questo è perfettamente normale, per cui è un po' come se io ti chiedessi della prima volta che hai sentito l'odore di qualcosa - non puoi ricordarlo. Mi ricordo bene però di quando andavo a scuola, intorno ai quattro anni e mezzo. Ci facevano sedere tutti insieme e ci leggevano delle preghiere del mattino: sapevano di bacon croccante.

Parlandone ora, senti ancora quel sapore?
Certo. Ed è anche piuttosto forte.

Come descriveresti la sinestesia?
Non è un senso in più, ma mi offre la possibilità di avere delle percezioni aumentate. È come avere un contagocce che ti fa colare dell'essenza dei sapori sulla lingua. C'è temperatura, gusto e consistenza. Uno dei modi per interrompere il processo è mangiare caramelle, oppure bere caffè.

Ti capita mai di gustare sinesteticamente qualcosa che non hai mai mangiato prima?
Può essere difficile affiancare una particolare sensazione e paragonarla a un cibo. Queste cose sono molto, molto complesse. Quando ho preso parte a ricerche sul tema, avrei potuto scrivere pagine intere sull'effetto di una particolare parola. Quando ero bambino, mi piaceva particolarmente la parola "expect", ma non riuscivo ad afferrare quale fosse il sapore da collegarci. Poi un giorno ho preso un pacchetto di patatine al gusto Marmite (una crema spalmabile molto popolare in UK, ndt). Quando ne ho mangiata una ha scrocchiato - ed era il gusto della parola "expect"! Se dovessi provare a descriverlo, direi che era leggermente piccante, un po' forte, croccante. Mi arrivano un sacco di sapori metallici che non so descrivere, se non definendoli come lisci o ruvidi. Il nome David per esempio mi fa venire in mente un forte sapore di stoffa, come succhiarsi la manica di una camicia.

Come ha cambiato la tua vita?

Quando ero più giovane, sceglievo gli amici a seconda del sapore che avevano, se avessero un buon sapore o meno. Quando sono diventato più vecchio, ha influenzato la mia scelta della fidanzata. Il loro nome doveva attrarmi esattamente come il loro aspetto esteriore o la loro personalità.

Non riuscivi a uscire con qualcuno che avesse un sapore che non ti convinceva?
Oh certo che no, ci sono modi per far fronte a quel problema. Se non mi piace il sapore di qualcuno, provo a dargli un altro nome nella mia testa. Se non funziona, si vede che non posso starci insieme. Questa può essere una buona analogia: è come incontrare qualcuno che ti piace tantissimo, che ha un aspetto fantastico, ma puzza in una maniera terribile. Ti fa cambiare la percezione di quella persona, quel cattivo odore, c'è sempre sullo sfondo.

Hai una ragazza in questo periodo?


Sì, si chiama Janette. Curioso, ma anche lei sa di bacon - bacon tagliato un po' più spesso, devo ammettere.

La sinestesia ha avuto delle conseguenza sulla vostra relazione?

È un piccolo problema. Come a tutti, a Janette piace uscire, ma a me non piace stare in un pub affollato perché può essere insopportabile. Se è un posto poco affollato riesco a tenere duro, ma non è così divertente per me.

Come è cambiato il tuo rapporto con il cibo?
Mangiare è sempre stato piuttosto strano. Guardare un menu è una complicazione. I menu sono descritti, presumo, per provare a stimolare l'appetito nella stessa maniera che avviene per me naturalmente - nel senso che ti fanno vedere una cosa per fartela desiderare.

Ci sono parole legate al cibo che sono più buone del cibo stesso?
Se tu mi dici "formaggio", mi arriva il sapore di un formaggio piuttosto friabile, ma non particolarmente saporito. Invece il nome Richard, per esempio, mi lancia un fortissimo sapore di formaggio. In realtà è piuttosto piacevole, mi piace quel sapore. Ci sono poche parole che per me hanno un gusto migliore del cibo che definiscono (si ferma, ndt) Scusami, ho perso il filo, stavo pensando a Richard. Tutto ciò cui riesco a pensare ora è del formaggio giallo.

Ti fa venire fame?
Sento il sapore, e penso che mi piacerebbe mangiarne un pochino ora. Mi fa venire un po' fame, ma è una sensazione facile da tenere sotto controllo, devo solo leggere qualcosa, e riesco a distrarmi istantaneamente. Molto spesso, quando si assaggia il cibo sinestetico, bé, è più buono del cibo reale.

Se ti capitasse di non mangiare, ti sentiresti sazio solo col cibo sinestetico?
Sì, assolutamente, Ho uno strano rapporto col cibo. Non ne ho veramente bisogno, immagino almeno, e non nella maniera con cui ne hanno bisogno gli altri. Va oltre la mia comprensione vedere la gente che impazzisce se non riesce a mangiare alle 7 di sera in punto. Sono piuttosto magro, e quando mangio, tendo a ingozzarmi, un po' come fanno i cani, in modo da non dover mangiare di nuovo nel giro di breve tempo. Mangiare per me è una faccenda noiosa, non ne ho bisogno.

Il tuo nome ti fa venire in mente qualche sapore in particolare?
Ho perso completamente il sapore del mio nome, è come una gomma da masticare consumata, non ha più sapore. Con il tuo nome - Chrissie Giles - avverto un sapore piuttosto salato, con Giles che è molto difficile da descrivere, ma sicuramente ha degli accenti metallici. Il modo con cui qualcuno parla differenzia il modo in cui io ne percepisco il gusto. A scuola alcuni degli insegnanti leggevano molto lentamente, e questo era un problema. Leggere per me è difficile. Non posso affrontare lentamente un testo, leggendolo con calma, perché ne sentirei tutti i sapori, quindi sono costretto a leggere molto velocemente.

E la musica ti scatena sapori particolari?
Sì, può essere piacevole ascoltarla. Alcune tracce sono pazzesche. Stavo ascoltando un pezzo dei Green Day l'altro giorno, ed aveva la consistenza, il gusto e la dolcezza dell'ananas. C'era anche un sacco di cioccolato, quello che trovi sopra certi biscotti.

Raccontami degli studi in cui sei stato coinvolto
Come potrai immaginare, la sinestesia è estremamente soggettiva. Per me può essere divertente dire "Quando sento x, percepisco il sapore y" ma chiunque potrebbe dirlo allo stesso modo. Quando sono andato per la prima volta da un neurologo, era piuttosto scettico, non poteva sapere quale fosse la mia condizione. Mi diedero una serie di test da fare. Mi proposero una lista di parole, a cui associai i sapori che mi evocavano. Tornai dopo sei mesi, mi diedero le stesse parole e fecero un test di controllo. Tutte le parole e i sapori corrispondevano. Certo, avrei potuto passare quel test anche solo con un'ottima memoria. In seguito, riuscii a fare una risonanza magnetica, al tempo piuttosto costosa. Fecero una scansione a una persona che non soffriva di sinestesia mentre mangiava, e a una che ne soffriva. Al paziente sinestetico venivano fatte sentire solo parole, non gli veniva offerto del cibo. Si attivarono a entrambi le stesse identiche zone del cervello.

Ti sei sentito felice in quel momento?
Oh sì, fu un bel momento. Molto spesso mi capitava di pensare che il mio fosse solo uno strano scherzo della memoria - ma avveniva in maniera così automatica che non capivo come potesse accadere. I ricercatori una volta provarono a fare con me un test particolare. Mi facevano vedere cose che non sapevo riconoscere, per dire, un narvalo. Io ero lì che provavo a pensare al nome, ma mi arrivava prima un sapore. Quando hanno accoppiato i sapori che avevo descritto alle immagini che mi avevano mostrato, corrispondevano: incredibile. Mostra come il gusto sia il senso più importante, e come io riesca a fonderlo insieme agli altri. Anche se penso a eventi passati come le scorse vacanze, la prima cosa che mi viene in mente è il sapore, non le immagini.

Accade solo con le parole?
I ricercatori hanno provato a propormi sia parole che suoni, e tutto scatenava in me un sapore. È sufficiente il suono di qualcosa, non serve che lo comprenda, non serve che abbia un significato per me. Ho iniziato a studiare francese e tedesco quando andavo a scuola. Il francese mi evocava un disgustoso retrogusto di uovo marcio, ma il tedesco aveva un buon sapore, come di marmellata. Diciamo che la scelta sulla lingua da studiare a quel punto fu piuttosto facile. Tutt'ora non mi piace l'accento francese. Una delle teorie è che la sinestesia si basi sul linguaggio. Per me ad esempio, tutte le parole che contengono il suono "je" - anche "college" o "message" - hanno un sapore di salsiccia. Anche i colori mi evocano sapori. Non posso andare da Sainsbury’s, per esempio, perché tutto quell'arancione in giro mi fa star male. È più o meno come il sapore di un'arancia andata a male. Lo sento proprio ora, in un angolo della mia lingua. La parola stessa "Sainsbury’s" ha quel gusto, come di rabarbaro.

Quanto sono frequenti i casi di sinestesia?
Uno studio spiegava che una persona su 23 ne ha sofferto in qualche forma. Può causare problemi in età scolastica: i bambini che ne soffrono possono star male in luoghi rumorosi, per esempio.

Se potessi, vorresti "guarirne"?
C'è una tecnica chiamata stimolazione magnetica transcranica, che può essere usata per interrompere il flusso di neuroni e "spegnere" la sinestesia per circa venti minuti. Ma l'area del mio cervello dove avvengono quei processi è in una posizione difficile da raggiungere, così non l'ho mai fatta. Inoltre, per me, avere una memoria in cui tutto si scollega dal gusto, dal sapore, sarebbe strano. Non saprei a quel punto se e come ricorderei le cose. Di tutte le migliaia di persone sinestetiche che ho incontrato in vita mia, nessuna ne farebbe a meno. E anch'io: non posso immaginare la mia vita senza.

Via | Wellcome.trust

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