Conoscere le erbe: la valeriana


È curioso come nei secoli le credenze intorno a qualcosa possano mutare: nel nostro caso, oggi, riguardo alla valeriana, è particolarmente vero. Infatti, se pensate a questa pianta cosa vi viene in mente? Senza dubbio un rimedio contro l’insonnia, probabilmente più potente della sopravvalutata camomilla.

Invece anticamente si credeva che la valeriana avesse capacità stimolanti e, perché no, addirittura afrodisiache, tanto che gli uomini la bevevano mescolata al vino per aumentare le proprie prestazioni sotto le lenzuola e le donne ne portavano ciuffetti dentro gli amuleti sotto i vestiti… sempre per lo stesso motivo.

Comunque sia, questa pianta era conosciuta già nell’antico Egitto e nel 1500 veniva considerata la panacea di tutti i mali, in grado perfino di curare l’epilessia! D’altronde, il segreto, come quasi sempre, sta nel nome: valeriana viene dal latino ‘valere’, ossia stare bene… qualunque cosa intendessero dire…

Successivamente fu utilizzata anche per guarire la gotta e i dolori ai fianchi e si osservò che la valeriana conferiva un cattivo sapore quando si mastica tabacco, perciò venne prediletta come ingrediente nelle preparazioni per smettere di fumare.

Amata dai gatti e dai topi (si sa: gli stremi si attraggono…), il suo potere ipnotico fu scoperto intorno al 1800 dal medico tedesco Christoph Wilhelm Hufeland , tanto che ancora oggi è utilizzata prevalentemente contro lo stress, per combattere la depressione, ma anche gli stati d’ansia, l’insonnia, le cefalee, i disturbi mestruali e quelli della menopausa, perfino per le convulsioni, gli spasmi gastrici e i dolori addominali.

In cucina, tisane a parte, è un’ottima insalatina (provatela con chicchi di melograno o fragole, olio e sale), che accompagna perfettamente carni bianche preparate semplicemente e crostacei, ma anche formaggi caprini o stagionati. Sbizzarritevi: c’è chi la unisce a fontina e noci, chi a capperi, acciughe e peperoncino, chi a castagne e pecorino e chi, addirittura, a carpaccio di tonno e cavolfiore. Occhio: al supermercato la troverete più facilmente chiamandola dolcetta o songino.

Foto | Flickr

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