Conoscere le erbe: la borragine


Un piccolo fiore blu cobalto a forma di stella il segreto della felicità? Sembra proprio di sì, a giudicare dalle credenze e dall’alone di mistero che avvolgono la borragine, pianta annuale, spontanea e rara, con lontane origini mediorientali.

Già nel Medioevo la consideravano una “generatrice di buon sangue”, forse più dal punto di vista biologico che psicologico, ma si sa, i saperi e le superstizioni a volte si mescolano in maniera strana, e così troviamo i Celti che la bollivano nel vino per darla da bere ai guerrieri prima della battaglia, in modo da infondere loro il coraggio necessario a combattere.

I Greci, curioso, ne facevano un uso quasi opposto: la borragine era considerata un rimedio per il mal di testa da dopo sbornia. Nel Galles questa pianta significava allegria: veniva chiamata “llawenlys” e utilizzata per le decorazioni floreali nelle feste dei matrimoni.

A sostegno di questa tesi possiamo citare diversi personaggi di rilievo dell’antichità che la borragine l’hanno conosciuta e apprezzata: per esempio Plinio che soleva dire “Ego borago, gaudia semper ago” e che in essa individuava la famosa “nepente di Omero”, di cui si cibava per conquistare oblio e spensieratezza e per cacciare i cattivi pensieri.

Parkinson la considerava una cura efficace contro la malinconia, e così Bacon, mentre Culpepper la utilizzava contro le febbri alte, il veleno dei morsi di serpente, l’itterizia, il mal di gola, i reumatismi e perfino la tubercolosi.

In effetti, come la sua origine, così l’etimologia del suo nome è piuttosto oscura: potrebbe derivare dal termine celtico ‘borrach’ che significa ‘coraggio’, ma anche dall’arabo ‘abou rach’, che letteralmente vuol dire ‘padre del sudore’ riferibile probabilmente a questa sua proprietà benefica di eliminazione delle tossine, oppure rifarsi al latino ‘burra’, una stoffa filata grossolanamente e che quindi al tatto risulta ruvida, quasi pelosa… proprio come le foglie della borragine.

E a proposito di leggende, certamente è una leggenda metropolitana, che si ritrova ancora oggi perfino in giro sulla rete, quella secondo la quale il consumo di borragine aumenterebbe le dimensioni del seno. Insomma: se la mangiate per questo motivo, lasciate perdere! Oppure continuate a mangiarla, visto che è tanto buona: in Liguria è un ingrediente fondamentale del mazzetto aromatico ‘preboggion’ utilizzato praticamente in tutte le ricette tipiche, mentre in Campania viene cotta con le lenticchie.

Oltre a cruda in insalata, potete lessare le sue foglie, aggiungerle alle salse verdi o ai ripieni per i ravioli, candirne i fiori per ricavarne eleganti pasticcini oppure congelarli all’interno di cubetti di ghiaccio con i quali arricchirete bibite raffinate, ma addirittura sono perfetti anche pastellati e fritti. A proposito di bibite: la borragine dà un ottimo gusto al tè, specialmente freddo, mentre i francesi dal suo estratto ricavano una bevanda dal sapore molto particolare.

Impacchi, infusi e decotti, oltre a donare serenità, guariscono anche la pelle dagli arrossamenti, ma la borragine è utile anche contro i raffreddori, i malfunzionamenti renali e la ritenzione idrica. Insomma: se vi serve un decongestionante naturale, depurativo, un emolliente, un tonico o un diuretico, datevi da fare nei campi alla ricerca di quei fiorellini blu a forma di stella.

Foto | Flickr

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