Conoscere le erbe: l’ortica


“Perché le ortiche pungono?”, chiese Milly alla sorella maggiore Sally, che non le seppe rispondere. Le due bambine allora andarono dal papà, che era nei campi e stava seminando le patate, e gli rivolsero la domanda. Il papà smise di seminare e rispose loro così:

“C’era una volta, in un prato non molto lontano da qui, una piantina di ortiche che era sempre molto triste perché non piaceva a nessuno. Tutti la evitavano a causa del bruciore che procuravano le sue foglie, ma lei non poteva farci niente: era la sua natura. Un giorno una bellissima farfalla si posò delicatamente su di lei e l’ortica le chiese come mai non avesse paura di pungersi.

La farfalla rispose che stava pensando di chiederle se poteva proteggere le sue uova tutto l’inverno, visto che aveva le foglie così robuste. L’ortica ne fu felicissima e s’impegnò molto nel difendere le piccole uova dal vento, dalla neve e dalla grandine. Nessun animale aveva avuto il coraggio di affrontare le sue spine.

Quando tornò l’estate, le uova si schiusero e ne uscirono le crisalidi che poi divennero splendide farfalle colorate. La farfalla madre ringraziò molto l’ortica per il suo lavoro e le disse che le sue foglie erano le più forti e le più sicure del mondo. Da allora ogni inverno le ortiche custodiscono le uova delle farfalle”.

La morale di queste favola è presto detta: anche ciò che in apparenza sembra più sgradevole e inospitale, nasconde qualche virtù. E questa pianta ne ha tante: se ne erano accorti anche gli antichi, che pur la battezzarono con un nome, ortica, che svela immediatamente le sue proprietà urticanti.

Pensate che i soldati romani, specialmente quando si trovavano a combattere in climi particolarmente rigidi, si percuotevano con i rami di ortica perché l’effetto altamente irritante donava loro un senso quasi di calore. Di qui l’uso di ‘frustarsi’ per curare l’anchilosi e l’artrosi.

Le credenze intorno a questo arbusto erano molte: lo si gettava in mezzo al fuoco per allontanare i fulmini, se ne confezionavano amuleti contro i malefici, nelle notti di luna piena se ne capovolgevano le radici e si pronunciava a voce alta il nome degli ammalati della famiglia, convinti che in quel preciso istante potessero guarire. Sognare, inoltre, di essere punti da un’ortica, era di buon auspicio… la solita credenza consolatoria inventata da chi pesta spesso escrementi.

Nel 1500 il medico Castore Durante ne usava il succo fresco, ma anche le foglie, le radici e il decotto e ne conosceva già l’azione antinfiammatoria, astringente intestinale, antidiarroica, emostatica e cicatrizzante, diuretica, antiurica, depurativa, nonchè stimolante del metabolismo. Notevole (ma certo non miracolosa) la sua efficacia nella cura dei capelli e della cute danneggiata.

Ma l’ortica non fa bene solo agli esseri umani: nell'agricoltura di una volta veniva usata soprattutto per l'allevamento del pollame che si credeva crescesse più sano e più in fretta; gli allevatori, inoltre, la consideravano un'ottima base per il foraggio, molto nutriente per i bovini.

Lasciata a macerare, inoltre, e poi sparsa nel terriccio, rinforzava le piante dell’orto e quelle di casa contro i parassiti e oggi l’ortica è anche uno dei migliori concimi naturali. Nel Medioevo veniva usata per confezionare tessuti ruvidi come la canapa e il lino, e più tardi per tingere le stoffe: con le foglie si otteneva il colore verde, con le radici il giallo.

Semi e tisane a parte, in cucina potete impiegare l’ortica come sostituta degli spinaci in tutte le ricette che li prevedono, condividendo con essi il lieve gusto acidulo; usatela in frittate, minestre, ripieni per i ravioli, salse per i bolliti e, naturalmente, l’impareggiabile risotto che è il piatto regionale del Molise. L’importante è non dimenticare mai di indossare i guanti quando la si raccoglie e la si pulisce e farne sempre cuocere le foglie prima di consumarle.

Foto | Flickr

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