Conoscere le erbe: i semi di lino


Ogni giorno Aurora si alza con il buio e vola attraverso il cielo per annunciare a tutti l’arrivo della mattina… poi si mette a tessere con i fili della pianta del lino la camicia nuziale del Sole. Un’immagine stupenda e molto poetica, che ci fa capire come mai i fili di lino nel tempo abbiano simboleggiato i raggi del sole e anche come mai questa pianta sia stata considerata sinonimo di luce, leggerezza e vitalità.

Ma a noi interessano i semi, e quindi ecco un’altra leggenda: si dice che dall’incontro di semi di lino che fluttuavano nell’aria finendo per caso sopra una radice di rafano, germogliasse una nuova pianta, che oggi tutti comunemente conosciamo come dragoncello. Dal rafano, infatti, questa avrebbe preso il suo caratteristico gusto pungente, dal lino le sue proprietà antinfiammatorie.

Ecco, appunto, veniamo alle qualità dei semi di lino, che ne hanno davvero tante: quella più nota è relativa alla cura dei capelli. Scommetto che se guardate con attenzione qualunque dei prodotti che avrete acquistato soprattutto in questa stagione per difendere la vostra chioma dai danni del sole e della salsedine, vi troverete questo piccolo tesoro che è un potente agente nutritivo del cuoio capelluto.

Non solo. Ricchi di acido alfa-linoleico, un acido grasso di cui l’alimentazione umana è sempre più povera, sono un potente anticancerogeno, un fattore preventivo naturale soprattutto per alcune forme di tumore, come quello al seno, alla prostata e all’intestino e connessi.

I semi di lino, inoltre, contengono mucillagini, resina e tannini che conferiscono loro proprietà emollienti, rinfrescanti e lassative e quindi utili in caso di stitichezza, ma vengono utilizzati anche per la cura di altre patologie: infiammazioni, ascessi ed emorroidi, catarro, affezioni della gola, dell'intestino e della vescica. Inoltre proteggono l'apparato cardiovascolare, stabilizzando il battito cardiaco e riescono, così, a ridurre il rischio di infarto.

In ultimo, i semi di lino, sono utili anche in gravidanza, in quanto contribuiscono alla formazione della corteccia celebrale. Oltre ai semi, da questa bella pianta dai fiori colorati, che conosciamo soprattutto per il freschissimo e acciaccatissimo tessuto che se ne ricava, si ottiene un olio che stimola tutto l’organismo.

In commercio, poi, potrete trovare anche le compresse, le cosiddette ‘polentine’, che favoriscono la circolazione sanguigna, leniscono il dolore provocato dai reumatismi e quello dei crampi. Nel campo dell’estetica, invece, sono utilizzati soprattutto i semi per i massaggi in caso di pelle secca o irritata.

D’altronde i semi di lino venivano consumati già a Babilonia ben tremila anni prima di Cristo e, assai più tardi, Carlo Magno pare che ne fosse ‘goloso’ tanto da promulgare una legge che obbligava i sudditi a consumarne in grande quantità in cucina.

Chissà quali erano le ricette dell’epoca! Io, comunque, vi consiglio di aggiungere i semi di lino a ogni tipo di insalata (magari evitando poi l’olio di oliva per non appesantire troppo), oppure di utilizzarli nelle preparazioni di pane, biscotti e dolci da forno, ma sono ottimi anche mischiati con i cereali della mattina e assunti con latte, yogurt o succhi di frutta.

Foto | Flickr

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