Conoscere le erbe: la rosa canina


Si narra che quando Afrodite emerse dal mare, nella caldissima isola di Cipro, assieme a lei emerse anche un cespuglio di rose bianche, ben munite di spine, tanto che la dea si punse il piede e dallo sgorgare del suo sangue, le rose vennero per sempre colorate di rosso.

Altri, invece, preferiscono raccontare che Bacco, il dio del vino, invaghitosi di una ninfa, tentò di conquistarla, ma lei fuggì finché non inciampò in un cespuglio. Cespuglio che per riconoscenza Bacco trasformò in rosa, facendogli spuntare splendidi fiori di un delicato color rosato, il colore delle guance della sua ninfa.

Ora: perché invece, la rosa canina si chiami così ce lo spiega Plinio il Vecchio, affermando che un soldato con il decotto ricavato da questa pianta, fosse riuscito a guarire dalla rabbia. In effetti a battezzarla così e per questo motivo, pare sia stato il naturalista svedese Linneo nel 1700, anche se la scienza moderna, poi, lo smentì.

Di sicuro c’è che i medici greci l’apprezzavano e la prescrivevano come tonico, i romani la utilizzavano a scopo ornamentale e terapeutico in quanto se ne estraevano oli essenziali che erano utilizzati per profumi ed unguenti. Le donne, in particolare, dopo il bagno si strofinavano con polvere di rosa e si truccavano le palpebre con l’olio essenziale del fiore, mentre per darsi un alito gradevole succhiavano pasticche preparate con petali di rosa, mirra e miele.

Ed ecco anche alcuni ‘fan’ illustri della rosa canina, come Avicenna, che dichiarava di aver guarito un caso di “sbocchi di sangue” usando solamente marmellata di rose; oppure i crociati Tebaldo di Champagne e Roberto de Brie che la riportarono dall’Oriente e la introdussero in Francia dove, da allora in poi, venne coltivata.

Al giorno d’oggi, se passeggiate per Ischia, non sarà difficile imbattervi in cespugli di rosa canina che su quest’isola nasce spontanea e se vorrete potrete coglierne qualche fiore, tenendo conto che è un potente antiossidante e che vi potrà essere utile contro le affezioni delle vie respiratorie.

Il linguaggio dei fiori le attribuisce il significato di delicatezza e piacere, ma anche sofferenza e dolore: e pensare che secondo alcune teorie la rosa canina rallenterebbe addirittura la moltiplicazione delle cellule tumorali! E poi facilita l’assorbimento del ferro ed è un antistaminico naturale.

Comunque, quando avvistate un cespuglio, cogliete innanzitutto i cinorroidi, che poi sono i semi di colore rosso vivo. Potete consumarli sul posto, oppure portarli a casa per preparare un’ottima marmellata che aumenterà le difese immunitarie dei vostri bambini, oppure metterli a macerare per produrre un rosolio, uno sciroppo o semplicemente un olio, oppure, ancora, farli seccare per ottenere una buona tisana, un decotto o usarli nella vasca per un bagno rigenerante. Alcuni li frullano per ricavarne una maschera di bellezza levigante.

Con i petali del fiore, invece, si fanno dolci e un delicato miele molto pregiato. Molto note sono anche le qualità antinfiammatorie della rosa canina, l’effetto antidiarroico e astringente e soprattutto l’impiego nei casi di organismi fortemente debilitati.

Foto | Flickr

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