Regioni: il prosciutto di Amatrice diventa Igp

Dev’essere un vero orgoglio per la cittadina sabina nota soprattutto per la ricetta originale degli inimitabili bucatini cui dà il nome (in cui, però, ci va il guanciale): il prosciutto crudo qui prodotto fin dal Medioevo, quando era considerato una vera e propria moneta, finalmente ha ottenuto il riconoscimento europeo.

La procedura era stata avviata due anni fa e d’ora in poi potrà fregiarsi del titolo di ‘amatriciano’ solo il prosciutto prodotto nell’area di Rieti, in Comuni con un’altitudine massima di 1200 metri. Il prodotto dovrà essere stagionato per almeno 12 mesi dalla salatura, pesare 8 kg alla fine del processo e presentare un tasso di umidità pari al 60%.

Dettagli a parte, ecco una ricettina veloce in cui potrete gustarlo insieme ad altri grandi prodotti del Lazio: passate delle fettine di vitella rapidamente nell’olio dop della Sabina, poi nel pangrattato. Sopra ogni fetta di carne adagiate una fettina di prosciutto, quindi una cucchiaiata di zucchine romanesche tritate insieme a una manciata di olive di Gaeta, spolverate con una bella grattata di pecorino romano e arrotolate su se stesse fino a formare degli involtini. Chiudete con stuzzicadenti e infornate a 200° per almeno una mezzoretta, poi servite accompagnati da una bella insalata (ovviamente a base di lattuga romana) e annaffiate con un bicchiere di Cesanese del Piglio (o di Affile) Docg o di Mater Matuta di Latina Igt.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail