Conoscere le erbe: il sambuco


“… frustando il cavallo come un ciuco fra i glicini e il sambuco il Re si dileguò…”
(da Carlo Martello di Fabrizio De Andrè)

Secondo alcuni sarebbe il sambuco e non il sicomoro l’albero citato nel Vangelo al quale Giuda, dopo aver tradito Gesù, si impiccò e sarebbe proprio da allora che le sue bacche diventarono amare. Il nome greco di questa pianta, ‘aktea’, significa ‘nutrimento di Demetra’ e di questo infatti si cibavano spesso gli uomini nell’antichità, prima di scoprire i cereali; in latino, invece, ‘sambucum’, anzi, la sambuca, non era un liquore come immagineremmo oggi, bensì una macchina da guerra usata negli assedi per tutto il Medioevo.

Ma il sambuco è una pianta legata soprattutto al Flauto magico e alla Germania: del legno di questo arbusto, svuotato del midollo, pare fosse, infatti, lo strumento musicale protagonista di tante leggende germaniche. Fra i Germani lo si chiamava “holunder”, che significa “albero di Holda”, una fata del folklore medievale, raffigurata come una giovane donna benigna dai lunghi capelli d’oro: abitava nei sambuchi che si trovavano nei pressi delle acque di fiumi e laghi. I contadini tedeschi rispettavano a tal punto il sambuco che, incontrandolo per i campi, si levavano il cappello; non osavano sradicarlo e, se volevano tagliarne un ramo, si inginocchiavano davanti alla pianta con le mani giunte pregando: “Frau Holda, dammi un poco del tuo legno e io, quando crescerò, ti darò qualcosa di mio”.

In altri Paesi nordici, inoltre, si credeva che il sambuco proteggesse le case e le famiglie dai malefici, ma anche i monasteri, gli orti e il bestiame. In un solo caso e soprattutto in Inghilterra questa pianta si credeva portasse sfortuna: se a bruciarla fosse stato l’uomo. In Svezia, le donne incinte baciavano i rami di sambuco per avere una buona gravidanza e si diceva anche che i ferri di cavallo, strofinati con le sue foglie, non arrugginissero. In Serbia e in Ucraina, se ne portava un bastone alle nozze come segno beneaugurante.

Il sambuco aveva anche proprietà divinatorie: se in estate i suoi fiori erano gialli o di color ruggine, annunciavano un nuovo figlio. Un’infiorescenza piccola e sottile indicava un anno di siccità, se invece era grassa e robusta preludeva a un buon raccolto. Si sostiene anche che il forte odore dei suoi fiori e delle foglie provochi malesseri o addirittura la morte e si dice perfino che non si tratti di un alberello qualsiasi, ma addirittura di una strega nelle sembianze di una pianta.

Se vi capita di ‘incontrare’ un arbusto di sambuco nelle vostre passeggiate estive nei boschi, non esitate a coglierne un po’: con le sue bacche, ad esempio, si prepara un’ottima confettura di cui vi consigliamo comunque di non abusare a causa delle sue proprietà lassative; dai fiori, invece, si ricava uno sciroppo che diluito con l’acqua costituisce una bevanda dissetante molto diffusa nel Tirolo, ma occhio perché favorisce la sudorazione.

Oltre a queste qualità, il sambuco è emolliente, diuretico, impiegato contro i dolori, i pruriti, le cistiti e addirittura i raffreddori. È preferibile consumarlo sottoforma di decotto, utile anche contro i reumatismi e le scottature.

In bagno potete prepararvi una maschera di bellezza astringente, unendo i suoi fiori freschi a tiglio e camomilla, ma è in cucina che il sambuco trova maggiore spazio nelle case moderne: provate ad aggiungere i fiori nelle insalate, oppure preparate con essi succulente frittelle, liquori e dolci da forno. Molto usato per conservare le mele, il sambuco è buonissimo nella macedonia, ma ha anche un curioso utilizzo: dalle bacche si estraggono tinture usate spesso per colorare i vini di rosso scuro.

Concludiamo dandovi un piccolo consiglio per stupire i vostri amici più creduloni: si dice che il sambuco sia una pianta magica? Bene, provate a metterne qualche rametto vicino alla finestra e vedrete come, proprio ‘magicamente’ quanto velocemente questo attirerà le mosche. Un’ultima ‘magia’ fai-da-te potete compierla spruzzando con la tisana di sambuco superfici arrugginite o coperte di muffa per vederle miracolosamente rinascere.

Foto | Flickr

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