Perché piacciono tanto le ‘schifezze’? La colpa è del cervello


Se non siete di quelli che non riescono a resistere a quadretti di cioccolato mentre si lavora al pc, a spuntini fuori pasto di varia natura e ai pop corn al cinema anche se avete appena cenato, allora (oltre a scatenare il mio odio personale), potete anche esimervi dal continuare a leggere.

Udite, udite, invece, voi, cari compagni di masticate colpevoli: non è colpa nostra! Infatti una ricerca che viene dall’università della California afferma che è tutto da attribuire al nostro cervello, che con molta fatica tende a perdere le abitudini, figuriamoci quelle cattive.

In pratica gli esperti hanno provato a propinare a vari soggetti che andavano al cinema confezioni di pop corn appena fatti e altre di pop corn vecchi di una settimana: ebbene, gli habituée del mais esplosivo li hanno accettati entrambi indipendentemente dal sapore; gli altri hanno rifiutato quelli stantii.

Bastava, però, variare le condizioni, ad esempio vedere il film in una sala riunioni anziché al cinema, e tutti, magicamente, anche gli avvezzi al consumo del pop corn, tornavano a distinguere tra rancidi e buoni. Insomma, se si ‘spegne’ lo stimolo derivante dall’ambiente, il cervello torna in sé.

Non sono uno scienziato, ma credo che il paradigma sia applicabile anche ad altre situazioni oltre il cinema: lo dimostra il fatto che se siete abituati ad alzarvi nel cuore della notte per trangugiare pane e salame, quando dormite a casa di un amico evitate di farlo, e non solo per senso di pudore.

A proposito di salame: vi farà piacere che è stato ‘sdoganato’: ora i nutrizionisti dicono che si può mangiare al massimo una volta a settimana e non più di 60 g per noi donne, 80 per gli uomini. Ma la buggeratura c’è: dopo è necessaria una passeggiata di almeno mezz’ora per smaltire.

Foto | Flickr

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