Cucina italiana: non di solo pane vive l’uomo… o sì?

Quanti di voi saprebbero rinunciare al pane a tavola? Mmm, secondo me pochi e lo conferma anche una ricerca condotta in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia dalla Confederazione italiana agricoltori, secondo la quale il 48% degli italiani ha indicato proprio il pane come simbolo dell’alimentazione nazionale, con buona pace della pasta.

E questo perché il pane ha davvero fatto la storia e l’Italia insieme ai patrioti: dalla rivolta del pane nel 1898, infatti, si balza agli anni durissimi del pane nero e razionato durante la Seconda Guerra Mondiale, poi al ‘pane speciale’ del 1967, che per legge poteva essere preparato solo con pochi e ben determinati ingredienti, fino alla completa liberalizzazione, giunta nel 1998.

Oggi il consumo pro capite di pane, rispetto agli anni in cui si giunse all’Unità, è sceso da 1100 a 120 grammi, grazie al boom economico che c’è stato in mezzo (bei tempi…) che dagli anni Sessanta ha portato più frequentemente sulle nostre tavole frutta, verdura, carne e latticini, ma il pane rappresenta ancora il 40% della spesa totale delle famiglie, con una media di circa 34 euro al mese.

Seguendo una tendenza generale, ultimamente si sta riscoprendo il pane artigianale, acquistato dal 57% degli italiani, che hanno solo l’imbarazzo della scelta tra le 300 varietà esistenti, cinque delle quali, sono addirittura eccellenze certificate dall’Unione europea. Se volete votare la vostra preferita, accomodatevi qui sotto.

Foto | Flickr

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