Gli odori della cucina: l'aglio, per esempio

Sempre più frequentemente ascolto discorsi di persone che evitano di cucinare questo o quell'ingrediente per evitare che poi si senta il cattivo odore in casa. O, anche, che non maneggino quell'alimento perché altrimenti poi ne rimane sentore sulle mani. Personalmente non credo che in cucina esistano odori buoni o cattivi: tutto dipende dall'uso che se ne fa, dal modo in cui si prepara e dall'ora in cui si cucina (è innegabile che una pietanza squisita messa sui fornelli alle 8 di mattina possa avere un odore strano). Credo, poi, che si possa ovviare al discorso odore con un buon gioco di porte/finestre o, al limite, installando una cappa buona.

Tra gli odori che pare creino più problemi c'è quello dell'aglio: al di là delle sue innegabili proprietà, pare che maneggiare l'aglio stia diventando qualcosa da evitare. Ne sono un esempio strumenti come il garlic rocker – che permette di tagliare l'aglio senza toccarlo – o suggerimenti su come sbucciare l'aglio in maniera veloce, ma sempre evitando di toccarlo.

Io rimango dell'idea che se si hanno alcune preclusioni è meglio non mettersi a cucinare. Ma è solo il mio punto di vista. Voi come vi regolate con gli “odori” della cucina?

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