Conoscere le erbe: l’issopo


Immaginate di avere in terrazza o in giardino non vasi da cui svettano teneri fiorellini azzurri, bensì piccole e acuminate punte di freccia, capaci di squarciare le ombre, i dolori e tutto ciò che porta sfortuna. Significa proprio ‘aspetto di freccia’, in greco, infatti, il nome issopo con il quale è stata battezzata questa piantina, nota nelle Sacre Scritture come ‘erba purificatrice’.

In effetti la Bibbia racconta che fosse utilizzata come aspersorio per gli altari e i luoghi sacri, ma anche per benedire le persone e gli animali, nell’Antico Testamento usata anche per i sacrifici, simboleggia Gesù che si fa crocifiggere per l’umanità proteggendola, così, da ogni male e facendola dono della Salvezza. Da qui le credenze popolari hanno ‘deviato’ stabilendo l’uso di appenderne un rametto in casa per allontanare il malocchio e di bruciarlo per tenere a distanza i brutti pensieri e mantenere la mente lucida e pura.

L’esperienza ci insegna, invece, che l’ideale è piantare l’issopo vicino ai cavoli, perché il suo intenso profumo, che ricorda da vicino quello di menta e basilico, ragioni per cui l’issopo è di facile impiego anche in cucina, terrà lontane le farfalle cavolaie, belle a vedersi, ma un incubo perla nostra verdura preferita.

Quindi, oltre a permetterci di mangiare cavoli non rovinati, l’issopo insaporisce le nostre minestre e le nostre zuppe, i nostri arrosti e il nostro ragù; i suoi germogli possono essere aggiunti crudi alle nostre insalate e alle nostre macedonie e le sue foglie, che questa bella pianta aromatica ci regala tutto l’anno ma che si possono anche essiccare, vengono utilizzate per infusi digestivi e tisane depuranti, capaci di curare la tosse e il raffreddore.

Infine, l’issopo è anche una delle 17 piante tradizionali della ricetta del liquore Centerbe… che a quanto pare non ne contiene proprio 100, e dello Chartreuse. In cosmetica dall’issopo è ricavato un tonico che rende la pelle lucente ed è usato come ingrediente per l’Acqua di Colonia, mentre i suoi fiori secchi sono un’ottima e profumatissima componente per i pot pourri.

Foto | Flickr

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