Mangiare con gli occhi

Mangiare con gli occhi

Vista, odorato, udito, tatto e gusto sono i nostri sensi e tutti e cinque svolgono il loro ruolo al momento di mangiare. Non sono però il gusto e l'olfatto i due attori principali: il ruolo da protagonisti quando si mangia va agli occhi.

Con il tempo i nostri occhi hanno imparato a percepire quando qualcosa è delizioso, quando è croccante o caldo e anche a capire quando è salato, dolce o acido e noi, di conseguenza, abbiamo appreso a fare queste distinzioni quando vediamo un piatto in fotografia o in un programma televisivo. Dinanzi a un piatto preparato durante La prova del cuoco, per esempio, siamo portati a dire: “Questo è buono!” oppure “È immangiabile” o ancora “Sarà troppo dolce per i miei gusti” e via dicendo.

Uno studio realizzato qualche tempo fa dall'Università del Wisconsin negli Stati Uniti d'America giunse alla conclusione che le aspettative che abbiamo su un piatto influenzano l'area del cervello che determina il gusto. Quest'aspettativa passa attraverso la vista e modifica direttamente le aree primarie del cervello preposte a processare la nostra percezione del gusto. È per questo motivo che sarà più facile che scegliamo un piatto con un buon aspetto, dai bei colori e da un buona presentazione invece di un altro piatto meno visto.

Questo vuole dire che quando più bello ci sembrerà un piatto tanto più avrà un buon sapore per noi: è difficile, infatti, che mettiamo in bocca qualcosa che non ci risulti bello (si vedano, per esempio, le mille smorfie di Andrew Zimmern quando mangia gli “orrori” in giro per il mondo). Ricordiamocene, quindi, quando prepariamo i nostri piatti, sia per i grandi eventi che per i pasti quotidiani: una buona presentazione renderà il cibo più buono. E saremo più felici. Il che, in fin dei conti, è quello che tutti cerchiamo.

Via | Directo al paladar
Foto | Flickr

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