Conoscere le erbe: l’aloe vera


Pianta dell’immortalità per gli antichi Egizi, Giglio del deserto per gli Arabi, Guaritrice silenziosa per gli indù, Rimedio armonioso per i Cinesi e Fonte della giovinezza per la tribù indiana dei Seminole, residente nel territorio della Florida: per noi è ‘solo’ l’aloe vera, una pianta molto benefica che nello spazio e nel tempo è stata spesso considerata la panacea di tutti i mali.

Anzi, molto di più perché le civiltà antiche addirittura la adoravano come fosse una divinità, sperimentate le sue proprietà guaritrici. In effetti gli Egizi la utilizzavano nel processo di mummificazione, ma si racconta che fosse il segreto di bellezza di regine avvenenti quali Nefertiti e Cleopatra che facevano il bagno nell’aloe sciolta nel latte di capra.

Il re Salomone, affascinato dalle qualità rinfrescanti dell’aloe, pare la coltivasse personalmente e intorno al 500 a.C. circa il centro della coltura di aloe divenne l’isola di Socotra nell’Oceano Indiano, poi conquistata (si dice proprio per questo) da Alessandro Magno, le cui truppe erano curate a furia di massaggi a base di gel di aloe che ne cicatrizzava velocemente anche le ferite.

E mentre gli indù credevano che questa pianta crescesse nel giardino dell’Eden, presso i Maya le donne la utilizzavano regolarmente nella cosmesi e, visto il sapore amaro, nella fase di svezzamento dei bambini successiva all’allattamento.

Il grande viaggiatore Marco Polo ne apprese la potenza nella cura contro il mal di stomaco, gli Indiani d’America, invece, la usavano per la cute e per ammorbidire i capelli, ma anche come tonico rinvigorente per l’organismo e come lenitivo in caso di irritazione della pelle; per la preparazione dei medicamenti, infine, si affidavano ai cicli lunari.

Cristoforo Colombo, infatti, tornò dal suo viaggio recando con sé questo messaggio per il re che veniva dalla saggezza dei popoli oltreoceanici: 4 sono le piante fondamentali per l’uomo, il frumento, la vite, l’olivo e l’aloe. La prima nutre, la seconda rallegra, la terza dona armonia e l’ultima salute.

Oggi l’utilizzo dell’aloe è riservato quasi esclusivamente, come quello di molte altre piante, alla medicina tradizionale e all’ayurvedica, ma si comincia a diffondere come ‘ingrediente’ di pomate, balsami e gel dispensatori di benessere a partire dal 1959, quando, cioè, il farmacista texano Bill Coats mise a punto un sistema per stabilizzarne la polpa e riuscire a estrarla e utilizzarla senza che questa si ossidasse né fermentasse.

In un primo momento venne usata soprattutto come rimedio per le ustioni e come emolliente in generale, ma oggi si sa che è molto utile anche come antinfiammatorio, antimicotico e analgesico. Più recente, invece, è la scoperta dell’aloe vera in cucina, ma girando in rete non avrete difficoltà a trovare ricette sfiziose e invitanti di tortini al cioccolato e aloe, oltre a ‘elisir di lunga vita’ in cui l’aloe è abbinata a cavolo nero, cetrioli e peperoni; oppure dolci centrifughe che all’aloe aggiungono mirtilli, ananas, tamarindo e addirittura, per un gusto più robusto e ‘autunnale’, miele e castagne.

Foto | Flickr

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