Eventi: Conclusione del XX Merano wine festival

ventesima edizione del MWF

Tiriamo un po' le somme di questo ventennale del Merano Wine Festival. Comincio col dire che quest'anno mi sono concentrata sulle degustazioni guidate per evitarmi i giorni di sabato e domenica, i quali sono i più frequentati. Bio&dinamica è stata interessante e non molto caotica, peccato che non si sia organizzata una conferenza, ma forse visto la defezione del relatore che poi non era presente la scorsa edizione, potrebbe esser stato meglio così.

Sabato e domenica si sono confermate a pieno le mie convinzioni inerenti l'affluenza, e credo abbiano superato le mie aspettative e quelle dell'organizzazione. Lunedì pensavo di starmene più tranquilla fra i banchi d'assaggio ed invece, il programma di apertura delle annate più vecchie ha fatto il suo dovere, trattenendo molti curiosi ed appassionati.

Per quel che riguarda le degustazioni guidate: interessantissima quella della cantina di Terlano sul Pinot bianco Vorberg di cui scriverò più avanti; qualche spunto interessante quella del Cervim lo ha avuto; poco interessante quella sul Riesling, non tanto per i produttori selezionati, quanto per la superficialità della degustazione stessa, dove si chiedeva ai degustatori di esprimere un giudizio sui vini in assaggio. Non c'è stato un approfondimento e svisceramento del tema che questa degustazione poteva tranquillamente affrontare in modo più particolareggiato. Magari la colpa sarà la mia, che credevo di uscirne con delle nozioni che prima non avevo, pensavo di capirne di più di zone vitivinicole dell'Austria.

Quella sul Blaufränkisch ed il sangiovese era partita con un'introduzione accattivante gettando delle premesse che poi sono state disattese, colpa, anche la scelta di qualche vino poco convincente. Il servizio dei sommelier, benché fossero ragazzi gentili e disponibili, è stato lento, a volte poco presente e comunque in ritardo. Che dirvi ancora?

Credo sia ancora una manifestazione valida ed importante, ma che perde di anno in anno quell'elitarietà che l'aveva contraddistinta in passato, che cerca però di controbilanciare con iniziative nuove ed a volte interessanti. Rischia di diventare sempre più piena di proposte ed iniziative che poi si perdono in un panorama calendaristico ricco ma sostanzialmente vuoto.

La premessa di questa manifestazione è quella di essere esclusiva ed elegante, ed immagino quindi si rivolga più o meno ad un pubblico che abbia le stesse qualità, laddove per esclusivo si intende appassionati ed intenditori, allora come mai ci sono tante persone che non sanno la differenza tra un metodo classico ed uno charmat? E peggio, come mai le degustazioni guidate sembrano indirizzarsi a questo tipo di pubblico lasciando esclusi quelli che una base ce l'hanno? Forse il principio di qualità è stato rivisitato? Non che io sia contraria a far entrare un pubblico meno preparato, ma il prezzo di ingresso è uno dei meno modici ed inoltre capita sovente che il produttore di turno ti giudichi in base all'aspetto, allora tanto varrebbe mettersi d'accordo su quel che si vorrebbe ottenere da questa manifestazione e divulgarlo. Vedremo cosa accadrà il prossimo anno.

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