Io non ho paura dei cavoletti di Bruxelles

Cavoletti di Bruxelles

Ho deciso finalmente di ammetterlo, tiro fuori tutto e lo faccio tutto d'un fiato: nonavevomaimangiatoicavolettidiBruxelles! Eccoci qui, ora che l'ho detto posso affrontare con un po' più di serenità l'argomento. Partendo dal presupposto che "il cavoletto di Bruxelles" è uno dei principali protagonisti di "quell'amabile specie di terrorismo verduriero" che ha tormentato più di un'infanzia, alla veneranda età di ventisei anni, ho deciso di affrontare uno dei miei più grandi fantasmi alimentari. Ed eccomi qui, ne sono uscita diciamo quasi vittoriosa!

Patetismi a parte, i cavoletti non sono poi così male, se non mi avessero guastato l'appetito con tante minacce, forse li avrei assaggiati anche prima, in fondo sono carini e apparentemente inoffensivi con la loro delicata forma sferica. Bisogna ammettere che hanno un gusto deciso, ma niente di troppo terribile... e pensare che li consideravo delle "autentiche bombe a mano". Devo dire che ci sono tre ricette che li rendono adatti al mio "difficile palato", la prima è la quiche con salsiccia proposta da Roberta, le altre due ve le riassumo qui sotto:


  • versione spadellata. Basta pulirli eliminando il piede (che è un po' duretto) e le foglie più esterne, lavarli e metterli a bollire in acqua salata, acidulata con mezzo limone per mantenere intatto il bel colore verde, per una ventina di minuti. Nel frattempo si prepara una padella con un bel pezzetto di burro, due spicchi d'aglio e una manciata di sale grosso. Non appena sono teneri (testate con una punta di coltello, se li trapassa facilmente sono al punto giusto) vanno scolati e saltati nel burro per cinque minuti. Una spolverata di pepe bianco e il gioco è fatto.

  • versione gratin. E qui le cose si complicano, ma solo leggermente. Bollite i cavoletti come indicato nella ricetta precedente. Approfittate del tempo per preparare una salsa besciamella piuttosto spessa. Scolate i cavoletti e asciugateli leggermente. Poneteli sul fondo di una pirofila, ricopriteli di salsa e di groviera grattugiato, cospargeteli di noce moscata e fiocchetti di burro e fate gratinare per 10 minuti.

Che tregua sia, ciò non toglie che mi piacerebbe davvero conoscere altri "traumatizzati da Cavoletto di Bruxelles" chissà che racconti leggendari ne verrebbero fuori.

Immagine da repasenfants.unblog.fr

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