Conoscere le erbe: il ginseng

C’era una volta un villaggio cinese nella provincia di Shensi, chiamato Shantang. Qui, la notte, il riposo degli abitanti era impedito da uno strano lamento, lungo e continuo, di cui tutti ignoravano la provenienza. Una volta, i cittadini decisero di riunirsi in spedizione e di scoprire l’origine di questi versi; cercando cercando, trovarono sotto un immenso masso, una strana radice dalla forma umana che gridava per attirare l’attenzione. Era la radice del ginseng, dal termine ‘resheng’ che significa, appunto, uomo.

Secondo un’altra leggenda, invece, questa fu scoperta in sogno, ma fu sempre lei ad attrarre e avvicinarsi all’uomo, non viceversa. Questi miti dimostrano quanto antico sia l’uso del ginseng nella medicina tradizionale cinese, in cui viene citato già nel I secolo d.C., al tempo della dinastia Han, in un prezioso trattato di farmacopea giunto fino a noi.

Già allora, infatti, si sapeva che questa radice (che tra l'altro offre un fiore bellissimo come vedete in foto) è ottima contro l’invecchiamento e i disturbi gastrointestinali e ha proprietà rivitalizzanti, toniche e addirittura afrodisiache. Data la sua rarità, non deve stupire che in suo nome, o meglio, per il suo possesso, sono state combattute diverse guerre e, da chi lo possedeva, era venduto a peso d’oro.

Oltre a essere rara in natura, infatti, la radice del ginseng è anche piuttosto difficile e laboriosa da coltivare: ci vogliono ben 7 anni prima che raggiunga il peso di 100 grammi e solo se viene curata amorevolmente; se lasciata crescere naturalmente, infatti, potrebbe raggiungere questa grandezza solo in 150-200 anni!

Da pianta misteriosa a oggetto di un’incuriosita ricerca scientifica, del ginseng conosciamo l’utilità nel trattamento del diabete, dell’insonnia, dell’ipotensione e di stati di stress e affaticamento. Il suo alto contenuto di vitamine e di sostanze probiotiche lo rendono adatto al rafforzamento delle difese immunitarie, all’incremento della resistenza fisica e al miglioramento della circolazione del sangue e della memoria, nonché un valido coadiuvante nel trattamento sintomatico della depressione.

Usato come farmaco per le patologie che coinvolgono il fegato, di recente il ginseng è indagato per le sue presunte armi di difesa contro il cancro, in particolare contro il cancro al seno delle donne. Di recente è anche entrato in maniera prepotente nelle nostre abitudini alimentari, non solo come ingrediente degli integratori destinati agli sportivi, ma lo troviamo anche al bar, intento ad aromatizzare caffè e tè che tirano su una volta in più degli altri.
Se volete dilettarvi ai fornelli con questa pianta della longevità, potete impiegarla in minestre, salse come quella al rafano, confetture di frutta, riso e dolci, come, ad esempio, favolosi muffin. Ottimo anche per insaporire spezzatini e bocconcini di pollo e tacchino, una volta si beveva sì, ma addirittura disciolto nel vino.

Foto | Flickr

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