La Zacapa Room resterà aperta fino al 4 dicembre

La Zacapa Room resterà aperta fino al 4 dicembre

C'è da fare in fretta, perché ha aperto l'altro ieri lo spazio temporaneo Zacapa Room. Un angolo dedicato al rum guatemalteco "invecchiato sopra le nuvole" nel cuore di Brera, a Milano. Fino al 4 dicembre resterà aperto in via Fiori Chiari angolo via Formentini uno spazio perfetto per il dopo cena, magari abbinato degustazione guidata di rum e cioccolato. Se avete tempo al pomeriggio lo Zacapa Room è aperto dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 24 per degustazioni abbinate al cioccolato Venchi. (prenotazioni sul sito Zacapa).

Insieme al rum Zacapa ci saranno anche - ogni giorno dalle 21 - i dessert creati da Andrea Berton, chef de cuisine del Trussardi Alla Scala, 2 stelle Michelin - e da Mario Sandoval - giovane chef del Coque, stellato anche lui e all’avanguardia culinaria madrileña. Noi siamo stati all'inaugurazione dello spazio a fare un assaggio. Cosa si può dire dei rum Zacapa? Poco che non sia stato già detto, magari nella nostra intervista di qualche anno fa con la maestra mezcladora Lorena Vasquez.

Abbiamo fatto due parole con Mario Sandoval, qui il sito del "suo" Coque, se passate da Madrid magari potrebbe essere interessante farci un salto. Se volete farvi un'idea del posto, c'è un breve documentario su una giornata di lavoro nelle cucine del Coque su Youtube. La nostra breve chiacchierata invece la trovate dopo il salto.

La Zacapa Room resterà aperta fino al 4 dicembre
La Zacapa Room resterà aperta fino al 4 dicembre
La Zacapa Room resterà aperta fino al 4 dicembre
La Zacapa Room resterà aperta fino al 4 dicembre

Mario Sandoval, come ti presenteresti al pubblico italiano che magari non ti conosce ancora?

Mi piacerebbe presentarmi così, con la grande affinità che c'è con l'Italia, io amo l'Italia, abbiamo moltissimi prodotti "fratelli", pensa all'olio d'oliva, alla farina, ma ce ne sono moltissimi altri in comune nelle nostre cucine. Non ce n'è uno migliore dell'altro. Come chef, sono un creativo che lavora gli alimenti della terra, gli alimenti a km zero, usando quel che c'è nell'orto, i prodotti di stagione. E credo sia anche quel che cerca il cliente, l'alimento del posto, quando va in un determinato ristorante.

Sei lo chef un ristorante a gestione familiare. Ti ricordi la tua prima volta in cucina?

Certo, a 27-28 anni ero chef, ma già a sei anni cucinavo per gli amici. Ricordo tutto con molta allegria, c'erano mia madre, mio padre, era molto bello vivere tra la cucina e la sala, io ero molto piccolino, ma mi piaceva già cucinare.

Quando hai capito di essere diventato uno chef?

Intorno a 23, 24 anni, dopo la scuola alberghiera capii che mi ero innamorato della gastronomia. E ora più gli anni passano e più mi piace cucinare, ormai che sono passati... dieci anni. Dedico molto tempo alla cucina, a studiare. E più passa il tempo, più uno impara, viaggia, conosce prodotti nuovi. Non si smette mai di imparare!

E invece quando hai sentito di avere la cucina "in mano", di riuscire a gestirla?

Intorno ai 22-23 anni, ero molto giovane e avevo molta responsabilità. Al tempo c'erano "solo" sei persone in cucina: oggi, ne ho venti in cucina, e in totale trentasei comprendendo anche il personale di sala.

Oggi sei uno chef stellato, ma domani?
Mi piacerebbe costruire un ristorante - è il nostro desiderio, credo anche dei miei fratelli - mi piacerebbe avere un ristorante proprio come lo diciamo noi. È il nostro desiderio, è un sogno, sappiamo che non sarà facile. Ci sarà da lavorare duro, ma se la tua passione è il tuo lavoro, si riesce a fare tutto.

Ti senti uno degli eredi di Ferran Adrià?
Spero! Io per un'estate ho lavorato al Bulli, per me è stato un prima e un dopo quell'esperienza. È come per i pittori il prima e il dopo Picasso.

Qualche chef italiano che ti piace o che ammiri?
Massimo Bottura, Carlo Cracco, Andrea Berton e il classico dei classici Gualtiero Marchesi, e tanti altri...

Esci ancora a cena?
Altroché, e vado un po' dappertutto. Dai ristoranti più classici a quelli più innovativi, mi piace prendere e imparare dagli altri.

E impariamo anche noi qualcosa dai due dessert creati da Andrea Berton e Mario Sandoval. Il dessert immaginato da Berton si chiama Terra di cioccolato, l'accompagnamento previsto è Zacapa XO.

Un piatto composto da una sfera di caramello riempita di spuma calda al cioccolato e da una quenelle di gelato al cioccolato, entrambi adagiati su una spirale di crumble e cremoso al caffè

Mario Sandoval invece ha pensato a un dessert chiamato Tierra y Café da abbinare a Zacapa 23.

Un crumble di noci e caffè, abbinato ad una gelatina di rum Zacapa 23 con cuore cremoso di pinoli e ad un gelato al lampone (...) emerge l’aroma delle noci caramellate e delle nocciole tostate

La Zacapa Room resterà aperta fino al 4 dicembre
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