Ricette di Natale: il pangiallo romano

Questo dolce appartiene alla tradizione natalizia della Capitale. Diciamo che è un po’ la risposta (che ormai va perdendosi purtroppo) di Roma al panettone milanese… Il pangiallo si chiama così perché in origine, invece ci coprirlo con la pastella che ci accingiamo a imparare, si avvolgeva nell’acqua di zafferano che gli conferiva il caratteristico colore giallastro. La ricetta che vi propongo di seguito, inoltre, è quella della classe media: i nobili, infatti, sostituivano lo zibibbo con l’uva sultanina e aggiungevano all’impasto della pasta di mandorle sciolta con uova.

Cosa vi occorre: 200 g di farina, 20 g di lievito per pane, noci e mandorle a pezzi grossolani, zibibbo, olio, zucchero, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, acqua tiepida q.b.

Come si prepara: impastate insieme la farina e il lievito allungandoli con un po’ d’acqua fino a ottenere una pasta più morbida di quella del pane, alla quale aggiungerete tutti gli altri ingredienti. Date all’impasto una forma di pagnotta e lasciatela riposare in un luogo tiepido per una notte. Il giorno seguente preparate una pastella con farina, un po’ d’olio e un po’ di zucchero, aromatizzatela con le spezie e versatela sul pane, spalmandola bene. A questo punto infornate a 200° fino a che la crosta del pane non risulterà ben dorata e croccante.

Foto | Flickr

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