Conoscere le erbe: il ginkgo biloba


C’era una volta nella Cina degli imperatori una fanciulla, che dalla sua famiglia era stata promessa in sposa a un uomo molto anziano. La ragazza, per questo motivo, era tanto triste, ma un giorno ricevette il consiglio di un monaco buddista: preparare un infuso di ginkgo biloba e farlo bere al suo fidanzato. La donna lo fece e così il suo futuro marito improvvisamente ringiovanì, si sposarono e vissero felici e contenti.

Non credo che riesca proprio a fare miracoli, questa importantissima pianta utilizzata dalle popolazioni orientali (e non solo) come cura per la memoria, sperimentato quindi nella regressione dell’Alzheimer, ma anche contro le vertigini e le cefalee. Toccasana per le persone debilitate e per gli anziani, il ginkgo biloba è, di suo, un anziano: i botanici lo considerano una specie di fossile vivente, essendo comparso sulla Terra già 150 milioni di anni fa.

Oggi viene comunemente usato contro le emorroidi, i geloni, la fragilità capillare e le affezioni dell’orecchio. Antiossidante, tonificante, idratante e ristrutturante, è un ottimo alleato nella lotta ai radicali liberi che sono la principale causa dell’invecchiamento e non deve stupire, essendo il ginkgo, che i giapponesi considerano una sorta di pianta sacra, rimasto pressoché inalterato dal giurassico (quando ricopriva quasi tutta la superficie terrestre) a oggi.

A soprannominarlo fossile vivente (e ne aveva tutte le ragioni) fu addirittura Darwin, mentre il nome scientifico con cui lo conosciamo oggi è opera di Linneo, che traslitterò come ‘Ginkyo’ l’ideogramma giapponese che significa ‘albicocco d’argento’. In Cina, invece, questo albero si chiama ‘bai guo’ ed è considerato un vero e proprio medicamento contro raffreddore, bronchite e l’insonnia.

Oggi di questa splendida pianta ornamentale le cui foglie le hanno causato il nomignolo di ‘albero dei ventagli’, sappiamo che ha addirittura il potere di pulire l’aria: ciò spiega perché riesca a vivere in città, come le grandi metropoli cinesi, fortemente inquinate, e come sia sopravvissuta addirittura alle bombe su Hiroshima e Nagasaki.

E veniamo alla tavola: in Giappone e in Cina sgranocchiare i semi di ginkgo biloba è considerato un prelibato street food; sono esportati con il nome di ‘white nuts’ e vengono aggiunti anche ad alcuni piatti della cucina giapponese come contorno, ad esempio nel budino chawanmushi. Da noi si trova quasi esclusivamente in compresse ed è consigliato nelle cure anticellulite.

Foto | Flickr

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