Macarons: la desacralizzazione!

Macarons: la desacralizzazione!

Partiamo da un presupposto, apparentemente assodato, per sfasare un mito. Si tratta dei macarons, dolcetti parigini molto glamour (e dai colori altamente improbabili) che sembrano essere diventati degli incontournables della pasticceria d'oltralpe. Tanto per cominciare sono belli, e su questo "non ci piove", che siano anche buoni non è necessariamente una conseguenza. Diciamo che "non sono male", una via di mezzo tra la meringa e il "bacio di dama", che, a dispetto delle innumerevoli varianti, spesso mantengono un gusto ben al di sotto delle aspettative.

Se l'originalità dei gusti (dolci e salati) resta un punto a favore, non altrettanto si può dire dell'enorme battage pubblicitario. Dal film Marie Antoinette di Sofia Coppola, alle vetrine dei negozi di di abbigliamento per bambini e non, fino alle boutique di arredamento che non esitano ad utilizzare coloratissime pièces montées de macarons come vere e proprie suppellettili, è tutto un "fiorire" di piccole "gioie colorate".

E se l'occhio fa la sua parte per quanto riguarda il lato estetico, quello gustativo non si rivela necessariamente all'altezza. Ciò non toglie che provarli sia tutt'altro che spiacevole, basta non aspettarsi delle "bombe di gusto". L'unica versione che mi ha veramente stupito è quella ai fichi della La Durée, famosa pasticceria parigina esportata recentemente anche in quel di Milano, un tenerissimo connubio di zucchero e frutta dallo splendido color violetto. La ricetta per prepararli è piuttosto complessa, ma per chi fosse pronto ad accettare la sfida...

Macarons: la desacralizzazione!
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