Latte fresco: low cost o di marca?

latte low costNeanche il latte sfugge alle leggi del consumismo e, quindi, sugli scaffali dei supermercati si amplificano le offerte di varietà disponibili, differenti soprattutto nel prezzo. Negli ultimi dodici mesi il prezzo del latte è cresciuto dell'11% e la crescita dei prezzi si accompagna ad un cambiamento sempre più evidente: nei banchi-frigo dei supermercati passiamo con facilità da latti "low cost" a latti "griffati". Ma c'è davvero differenza in termini di qualità? E di che tipo?

Partiamo da questo dato di fatto: le due tipologie di latte hanno alla base le stesse aziende e gli stessi allevamenti. Quello che cambia è più che altro il percorso che il latte compie a partire dalla stalla fino alla tavola dei consumatori. Mentre il latte fresco di marca viene portato nei punti vendita di tutti i comuni italiani, quello senza marchio viene consegnato ai grandi centri di smistamento delle catene commerciali.

Di conseguenza, in questo modo, si azzerano quasi i costi della distribuzione ed anche quelli del reso, ovvero del latte invenduto ed è questo il vero motivo di un prezzo diverso. A prescindere da ciò, il latte negli ultimi anni è migliorato tutto in termini di qualità, grazie alle condizioni igieniche superiori, grazie ad accorgimenti riguardanti sia l'animale, sia le varie fasi della produzione, come afferma il presidente di Assolatte.

Via | Agronotizie
Foto | Flickr

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