Il vini che nascono dal freddo

Vino di ghiaccio
L'Europa sembra essere attanagliata in una morsa di freddo polare. E se per la maggior parte degli agricoltori, visto e considerato il repentino cambiamento di temperature di quello che si presentava fino a qualche giorno fa come un inverno eccezionalmente mite, non si tratta di una buona notizia, alcuni hanno di che gioire. Si tratta in particolare dei produttori del cosiddetto Vino di ghiaccio, un nettare ricavato dalla pressatura degli acini ancora ghiacciati.

La vendemmia per ottenere questo singolare prodotto, viene effettuata di notte tra dicembre e gennaio, quando il termometro segna almeno -10° e i grappoli sono completamente disidratati. Sembra che sia proprio la perdita d'acqua innescata dal freddo intenso ad avviare il processo che concentrazione di zuccheri ed acidi, che rende questi chicchi d'uva incredibilmente ricchi di aromi.

Una produzione di nicchia con un'altissima percentuale di scarto, che permette di ottenere vini rari e pregiatissimi dal punto di vista qualitativo. Il Canada rappresenta il primo produttore del settore, ma esistono delle varietà in molti altri paesi come l'Austria e la Germania, dove prende il nome di "Eiswein", la Francia, il Lussemburgo, sotto la denominazione di "Vin de glace", e naturalmente il nostro "belpaese" che conta, nella sola Val d'Aosta, sette denominazioni di zona e altrettante di vitigno, tra le quali il Blanc de Morgex et de la Sale Doc e il Chaudelune.

Immagine da agrinotizie.com

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