Un’antica cena romana all’ombra del Vesuvio

7 Febbraio 2012
di Sara

Vi abbiamo già presentato l’aperitivo alla maniera romana, eccovi ora la cena di una famiglia borghese dell’antica Pompei. Il tutto cominciava con un aperitivo a base di mulsum, un vino condito e uova con garum, una salsa dal sapore deciso a base di pesci fermentati. A questa introduzione seguivano un pasticcio a base di olive, il moretum una miscela di formaggio di capra fresco aromatizzato con aglio, miele ed erbe, una frittatina di ortiche ed altri piatti di verdure.

A questa introduzione, chiamata gustus, seguivano il pranzo vero e proprio detto primae mensae, e costituito di sette portate a base di pesce e di selvaggina, molto spesso arrostiti e sempre accompagnati da salse agrodolci. Per finire in bellezza si passava alla secundae mensae, che chiudeva il pasto con le pietanze di frutta e i dessert speziati di miele e frutta secca. L’usanza dell’apertura e della chiusura rituale de si riassumeva nel detto Ab ovo usque ad mala, espressione proverbiale che indicando le uova sode e frutta, significava proprio “dall’inizio alla fine”.

Immagine da ripartidallacolazione

Via | liceoberchet.it

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