Festival di Sanremo 2012: in alto i calici alla salute dei cantanti /4 - Zilli, Matia Bazar, Casillo, Mou, Iohosemprevoglia


Per chiudere gli abbinamenti non restano che due cantanti, Nina Zilli e i Matia Bazar. La prima ancora in gara, i secondi fuori ieri sera. Ma è il caso di fare anche un brindisi al vincitore di Sanremo Social, Alessandro Casillo (che personalmente non ascolterò neanche sotto tortura) e alla vincitrice del premio Mia Martini, Erica Mou.

Matia Bazar. Della band storica resta solo il nome del gruppo e nient'altro, poi si è trattato solo di un alternarsi di voci femminili sempre molto pepperine sia nel fisico che nel timbro e di imbiancarsi di capelli dei personaggi maschili. Se non altro per l'emozione del duetto, per loro un buon vino Veneto, nomen omen, caratterizzato da sentori di frutta "matura" e una buona dose di "speziato": Ripasso Valpolicella Classico Superiore dell'azienda Tommasi.

Nina Zilli. Un po' retrò, un po' amarcord, molto Mina in questa canzone, ma sicuramente una delle più belle voci femminili attualmente sul mercato discografico (per me). Per lei l'abbinamento è con una delle mie birre preferite, quelle a fermentazione spontanea, il Lambic. Acidula, sì, come spigolosa è la brava Nina, che però conquista e ti affascina. Per lei in alto i calici con: Iris di Cantillon.

Alessandro Casillo. Il bambino di "Io Canto" ha vinto la sezione giovani/social del Festival, ed è l'ennesimo scambio tra trasmissioni, quasi a testimoniare che forse Sanremo è proprio ormai l'ultima ruota della musica, e sono ben altre realtà a creare nel bene o nel male i nuovi cantanti. In questo caso personalmente non apprezzo affatto la voce, il personaggio e la canzone di Casillo, ma è stato votato e così sia. Per lui, ancora "bambino", con i suoi 16 anni, niente alcol, sicuramente. Scegliamo un Chinotto di Lurisia, con il vero chinotto di Savona.

Erica Mou. Nonostante l'aria un po' saccente, la ragazza ci sa fare, è brava sia nel suo suonicchiare la chitarra, sia nei testi, sia nell'impostazione delle canzoni. Confesso che mi ha ricordato tantissimo l'amico Simone Cristicchi, forse per la simpatia del testo che sa però essere profondo e dare un messaggio. Per lei, che è di Bisceglie (Ba), scelgo un vino novità della terra di Puglia: un bianco, riconosciuto da poco come varietà a se stante, ovvero il Minuto (era Fiano Minutolo), aromatico, avvolgente, fresco, proprio come la giovane Mou, per la quale stappiamo il Fiano Minutolo di Polvanera.

Mi permetto anche di fare un piccolo accenno anche ai terzi classificati nella sezione Social, Iohosemprevoglia, gruppo nato a Monopoli (provincia di Bari, ma d'altronde è stato un Festival molto targato Puglia), di cui fa parte anche un mio concittadino. Per loro, come augurio, si apra una bottiglia di un vino che è giovane tre volte: per il produttore, per il vitigno e per l'età dell'azienda. In alto i calici con il Primitivo di Gioia del Colle, Battaglio di Tenuta Patruno Perniola.

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